kilo, la Sfuseria dei vicoli

Questa volta niente ricette, vi vogliamo parlare di un’ attività virtuosa nella nostra città, Genova. Stiamo parlando della sfuseria Kilo che si trova in pieno centro storico della nostra città, più precisamente in via Ravecca 51r per i nostri concittadini.

Una vera e propria piccola bottega di quartiere come quelli di una volta versione 2.0 nel cuore di Genova specializzata nella vendita di prodotti sfusi di qualità selezionati tra piccole e medie realtà italiane. Qui si può acquistrare la merce a peso, utilizzando e ricliclando i propri contenitori. Facendo non solo una azione di risparmio ecologico ma anche un favore al nostro portfoglio.

LA STORIA DI OLGA, PROPRIETARIA DELLA SFUSERIA KILO.

Olga è arrivata dall’Uzbekistan in Italia da bambina, a 10 anni e dopo un passato nei negozi della moda a Milano ha deciso di cambiare vita.

Il suo percorso personale è nato dalla presa di coscienza che la raccolta differenziata non basta per salvare il nostro pianeta dalla massa enorme di rifuiti.

L’idea di aprire un’attività commerciale basata sul concetto di zero waste si è formata prendendo spunto da esperienze già avvitate in Paesi diversi dal nostro, Stati uniti piuttosto che Nord Europa, i quali sulle pratiche ambientalmente sostenibili e sul ritorno allo sfuso sono più sensibili.

Con la decisione in testa di trasformare la sua sensibilità ambientale in un mesterie ha cominciato la sua ricerca di fornitori. Puntando sul mondo alternativo alla grande distrubuzione -il principale contribuente all’inquinamento da packaging- e trovando tante piccole-medie realtà di produttori. In questo modo ha scoperto aziende agricole e laboratori artigianali, stringendo rapporti umani diretti tra rivenditore e produttore senza intermediari.

i biscotti artigianali della sfuseria Kilo
i biscotti artigianali della sfuseria.

L’OFFERTA DELLA SFUSERIA KILO.

L’offerta commerciale è in parte proveniente da filiera corta con cui si vanno a premiare lavorazioni artigianali dei produttori liguri, toscani, piemontesi ma anche di kilometraggio più ampio alimentando così le economie locali dell’Italia meridionale. Fanno parte di questi ultimi prodotti artigianali come i taralli della Puglia piuttosto che le mandorle di Sicilia.

Nel negozio di Olga oltre ai prodotti alimentari -pasta, riso, biscotti, lugumi, spezie, frutta secca- si possono trovare anche prodotti per la cura e l’igene personale – saponi, dentifrici e shampoo vegetali e in forma solida- ma anche per i nostri indumenti.

Tutto è rigorosamente venduto sciolto, lei fa la tara sulla bilancia e si acquista soltanto il prodotto senza pagare il superfluo -spesso dannoso per l’ambiente-.

Un servizio in più è quello della consegna a domicilio, anche questo nel rispetto dell’ambiente. Infatti Olga affida questo compito a ragazzi in bicicletta per le consegne entro il centro storico e per le distanze maggiori si serve di eco-van.

il sapone vegetale dell sfuseri Kilo
il sapone vegetale della sfuseria Kilo

COMPRARE IN SFUSERIA, ADOTTARE UNA MENTALITA’ DI CONSUMO GREEN.

Non è un segnale da poco, infatti decidere di acquistare uno di questi prodotti sfusi significa iniziare ad adottare una mentalità di consumo green.

Fare a meno degli imballaggi e contenitori, spesso in plastica o di materiali misti non ricliclabili, vuol dire dare una chanche in più al pianeta che dipende esclusivamente dalle nostre scelte quotidiane. Queste scelte di consumo fatte, possibilmente con costanza, da ognuno di noi significano una vera e propria rivoluzione ambientale e possono incidere sulle scelte di produzione delle imprese. Tante goccie di acqua fanno il mare!

In Italia e non solo questo tipo di attività commercile all’insegna del minor spreco in cui è possibile acquistare prodotti a “peso”, sfusi senza imballaggi di nessun tipo e spesso prodotti da aziende agricole o da artigiani nelle nostre vicinanze stanno diffondendosi a macchia d’olio: dai cereali alla pasta, dall’olio al vino, fino prodotti per la casa.

Un commercio che respinge l’idea dell’usa e getta e che premia sempre di più il concetto del rifiuto zero creando un circuito molto virtuoso.

E allora cosa aspettiamo? Armiamoci delle nostre borse di stoffa, barattoli di vetro o contenitori riciclati di plastica e andiamo a fare compere che giovano il nostro portafogli e nello stesso tempo ambientalmente sostenibili. Cerca anche tu le sfuserie e negozi alla spina più vicini a casa tua.

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Slow Fish, l’altro pesce!

Nel 2017, dopo aver vissuto il Salone del Gusto e Cheese, abbiamo partecipato a pieno all’edizione di Slow Fish, la manifestazione biennale di Slow Food dedicata alla tutela dellerisorse marine, della biodiversità ittica e delle comunità di pescatori che producono in matiera sostenibile, che si svolge proprio nella nostra Genova.

FISH A PORTER , L’INNOVATIVA INIZIATIVA DI SLOW FISH.

Oltre ai tradizionali Master of Food, corsi di cucina, mercato dei produttori, proiezioni di film e conferenze dedicate al tema della manifestazione -che di solito compongono l’offerta di ogni evento di Slow Food– la novità è rappresentata dall’iniziativa Fish A porter.
L’ iniziativa consisteva nell’accompagnare le persone al mercato del pesce -appositamente organizzato dall’organizazione della manifestazione- illustrare la varietà di pesci che si possono utilizzare in cucina e contemporaneamente dare un consiglio pratico nella spesa della materia prima. 

In questo modo i visitatori potevano imparare storie e curiosità legate ad un particolare piatto di pesce o sulla sua preparazione dello stesso e contemporaneamente acquistare prodotti ittici sostitutivi ad altri, troppo spesso sfruttati dalla pesca industriale.

Slow Fish
Slow Fish: tanti pesci nel mare, più sostenibili

IL POTERE DEL CONSUMATORE

Il consumatore ha un potere rilevante nelle sue mani che può determinare un cambio del mercato, acquistando determinati prodotti sostenibili invece che altri.

Se richiedete sempre le stesse 5-6 tipologie di pesce sovra-sfruttate (pesce spada, orata, branzino, salmone, tonno, merluzzo) i produttori saranno portati ad offrire sempre lo stesse varietà e le grandi imprese ittiche continueranno, dannosamente, ad insistere sugli stessi animali mettendo seriamente in pericolo di estinzione alcune specie.

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CHEESE, UN MONDO DI FORMAGGIO

Nel 2015, dopo il Salone del Gusto – il nostro primo contatto con il mondo di Slow Food e nello stesso tempo il primo articolo di questo blog- abbiamo aspettato con trepida attesa il momento della manifestazione internazionale della stessa organizzazione dedicata ai prodotti caseari: Cheese .

CHEESE, UN POPOLO CHE SI VESTE A FESTA PER CELEBRARE UN MONDO FATTO DI FORMAGGIO

La cittadina piemontese di Brà (CN) – dove il movimento della chiocciola ha mosso i suoi primi passi – ospita ogni due anni questo evento. Da come abbiamo potuto vedere con i nostri occhi, il paese si mette totalmente a disposizione per questa manifestazione: dalla stazione ad ogni angolo del grazioso centro urbano è inondato dallo spirito e dagli stand di Cheese.

E’ sorprendente, come in occasione di questa manifestazione, persone di ogni dove animino questo piccolo luogo in mezzo alle Langhe, un popolo che si veste a festa per celebrare un mondo fatto di formaggio!

Cheese non fa eccezione, è strutturato sullo schema delle altri eventi di Slow Food. Un grande mercato a perdita d’occhio popolato dagli stand dei Presidi Slow Food con i loro prodotti agroalimentari, laboratori pratici di cucina, laboratori del gusto che poi non sono altro che classi di degustazione tutto legato al tema centro della manifestazione, il formaggio.

Ma la vera peculiarietà delle manifestazioni di Slow Food, e Cheese non fa eccezione, sono le conferenze – in questa occasione chiamate laboratori del latte– dove l’associazione narra a propria visione a difesa del cibo di qualità attraverso la filiera pulita – ovvero che non contenga sostanze nocive per il nostro pianeta e per la salute dell’uomo- e attenta alla tutelare l’esistenza dignitosa dei produttori e lavoratori. In tre parole buono, pulito e giusto, appunto lo slogan di Slow Food.

FORMAGGIO ARTIGIANALE VS PRODOTTI INDUSTRIALI

La novità di questa edizione di Cheese sono state le dimostrazioni comparative -un nuovo format di iniziativa-  mirate non a demonizzare i prodotti industriali -comque di alta qualità- quanto a dimostrare le differenze con i prodotti artigianali al fine di informare ed educare il consumatore.  

Noi abbiamo partecipato a varie di queste iniziative specifiche ma quella che ci è rimasta più impressa è stata la comparazione dello stracchino in C’è stracchino e stracchino.

Un confronto alla cieca in cui solo il gusto poteva essere il parametro di valutazione, tra il classico stracchino di color bianco, facilmente spalmabile -che troviamo in ogni supermercato- e l’altro formaggio artigianale più stagionato che è l’autentico stracchino prodotto secondo l’antica maniera.

Non avreste mai detto che il secondo fosse uno stracchino perché il colore, la consistenza, il gusto, la stagionatura e anche il profumo del prodotto sono totalmente diversi.

Un esempio di come il cibo industriale ci abbia indotto a gusti e sensazioni visive e olfattive diverse dal origine degli alimenti. 

SLOW FOOD, NON SOLO CIBO.

Cheese, filosofia Slow Food
filosofia di Slow Food

Dietro questo mondo questo c’è una filosofia di vita ben precisa la quale porta avanti idee sulla tutela socio-economica dei piccoli produttori, il benessere animale, la biodiversità agroalimentare e culturale di intere popolazioni e di questo pianeta.

Andare a queste manifestazioni significa sopratutto conoscere e coprendere la filosofia di cui Slow Food si fa promotore. 

L’associazione non è meramente, come spesso si crede erroneamente,  un’insieme (o almeno non solo) di forchettoni buongustai e di appassionati di cultura gastronomia.

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Slow food e il suo mondo.


Nel 2014 siamo stati alla nostra prima esperienza con il mondo di Slow Food , siamo arrivati al Lingotto di Torino per visitare la biennale manifestazione internazionale del Salone del gusto e Terra Madre .

L'associazione organizzatrice è nata nel piccolo paesino di Bràche si trova nel bel mezzo del territorio delle Langhe, gioiello eno-gastronomico, in Piemonte più di 20 anni fa ad opera di Carlo Petrini e di uno sparuto gruppo di amici lungimiranti. Oggi conta più di 400 Presidi nel mondo e più di 10.000 produttori affiliati.

Il Salone del Gusto è nato come kermesse in cui si invitava il meglio  della produzione italiana e internazionale che rispondesse al buono, pulito e giusto di  Slow Food. 
Negli anni si è andato trasformando e affiancando ad un altro progetto sviluppato dall'associazione ancor più ambizioso e rivoluzionario ,  quello  di Terra Madre diventando sempre più un appuntamento di riferimento per  tutte.

Se Slow Food è stata concepita principalmente con l'obbiettivo di combattere la battaglia per tutelare la biodiversità Terra Madre è la rete mondiale delle comunità locali del cibo che portano avanti un modo  nuovo di intendere la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo del cibo improntata sull'economia locale e di piccola scala.  
 

IL SALONE DEL GUSTO DI SLOW FOOD, UN’ESPLOSIONE DI BIODIVERSITA’.

La manifestazione è un esplozione di biodiversità, si è sommersi da una moltitudine di colori e tradizioni gastronomiche.

Passeggiando per i banchi si scopre gusti ed aromi nuovi che la grande industria non fa conoscere, girando tra i diversi stand abbiamo scoperto le varie tradizioni di mille posti diversi e le varie culture gastronomiche.

Un esempio sono le mele: noi troviamo in vendita veramente pochissime varietà. Questo perché la selezione ferrea imposta dalle multinazionali dell’agro-business segue le logiche perverse dell’accumulo di capitale anche nel settore alimentare. Il 90% delle sementi coltivate è costituito dai pochi ibridi coltivati in laboratorio, stroncando la quasi totalità della biodiversità di questo prodotto . In questo modo l’industria agroalimentare sta facendo scomparire i prodotti cancellando memoria, gusti e tradizioni.

mais multicolore dell'Arca del Gusto di Slow Food
esempio di prodotti nell’Arca del Gusto, mais naturale multicolore.

IL PROGETTO DELL’ARCA DEL GUSTO, A SALVAGUARDIA DELLE BIODIVERSITA’

Per questo motivo Slow Food ha lanciato il progetto dellArca del Gusto. Il nome è significativo proprio per il suo intento salvifico che mira a un obbiettivo ambizioso: salvare il numero più alto possibile di prodotti alimentari in via di estinzione perché non più coltivati.

In questo modo si salva la biodiversità nel nostro mondo e insieme a questa i diversi gusti e sapori.

Ci è rimasto in mente un’episodio durante la manifestazione. Una mamma spiegava ai figli piccoli che gli alimenti che sono nell’Arca sono quei prodotti che bisogna salvare. Solo così tutti potranno sapere un giorno cosa sono e perché no, anche mangiarli. 

È proprio così, è fondamentale insegnare ai bambini fin da piccoli cosa sia la biodiversità perché essi saranno il nostro futuro e il futuro del pianeta.

Uscendo dal Salone siamo tornati a casa con il cuore pieno, con un obbiettivo comune: contribuire a salvare la biodiversità, le tradizioni e la memoria gastronomica e dei popoli. 

Nel vostro piccolo potete farlo anche voi, comprando e consumando cibi biologici,  possibilmente di vicinanza e che siano prodotti rispettando il benessere animale e umano. Ricordalo ogni volta che vai a fare la spesa!

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