Il gelato artigianale 100% naturale di Luca Pannozzo.

Se siete in cerca di un gelato artigianale per davvero e dal gusto eccezionale, non vi resta che recarvi nell’affascinate golfo Tigulioe più precisamente a Chiavari -in via Bighetti 3- o a Sestri Levante -in via XXV Aprile 126- dove troverete 100% naturale gelateria artigianale di Luca Pannozzo.

ImmersioneinCucina torna a parlarvi di imprese virtuose, e per l’occasione, data la stagione estiva, continuiamo a trattare di uno degli alimenti preferiti da grandi e piccini: il gelato. Dopo avervi raccontato della gelateria genovese Gelatina vi portiamo nel levante ligure per un’altra attività degna di nota. 

la gelateria artigianale 100% natuarale di Chiavari
la gelateria artigianale 100% natuarale di Chiavari

UN GELATO BUONO, PULITO E GIUSTO.

Con un esperienza trentennale Luca Pannozzo, gestisce questa attività dal 1987 con passione e seguendo la filosofia del “Buono, Pulito e Giusto” di Slow Food di cui è socio e partecipa attivamente alle manifestazioni associative come Slow Fish o Cheese.

Da questi presupposti nasce il gelato di Luca preparato partendo da ingredienti totalmente naturali e di qualità, prodotti stagionali e locali -come il latte delle proveniente dalla razza bovina autocnona cabannina– o presidi Slow Food – come mandorla di Toritto e il pistacchio verde di Bronte e senza alcuna aggiunta di semilavorati composti (coloranti artificiali, grassi vegetali idrogenati, paste composte e basi in polvere standardizzate), utilizzando solo zucchero da barbabietola italiano non raffinato. 

Ultima novità il gusto che si chiama come lui ed ispirato al film della Pixar Luca girato in Liguria, prettamente con ingredienti locali: latte di vacca Cabannina, basilico di Castiglione Chiavarese, olio extra vergine di Sestri Levante e nocciola misto Chiavari.

la campagna di sensibilizzazione dell'associazione Gelatieri per il Gelato
la campagna di sensibilizzazione dell’associazione Gelatieri per il Gelato

GELATO ARTIGIANALE, L’ASSOCIAZIONE CULTURALE GELATIERI PER IL GELATO

L’impegno di questo gelatiere slow foodiano non si ferma qui, da anni fa parte della associazione Gelatieri per il gelatounione dei gelatai artigianali di tradizione italiana nata nel 2011 per tutelare e promuovere la cultura di questo prodotto anche attraverso la comunicazione trasparente con il pubblico delle scelte del proprio lavoro e la formazione tra gelatieri, elevare il prodotto gelato a eccellenza culinaria nazionale, diffondere i valori etici di rispetto delle persone, della qualità del cibo, della stagionalità e dell’ambiente.

Proprio attraverso la ultima campagna di informazione di questa associazione, intitolata operazione trasparenza, Luca e i suoi colleghi gelatieri artigianali spiegano in quattro semplici punti le regole del vero gelato artigianale a tutela dei consumatori.   

Il gelato è più buono se sai come è fatto!

GELATO ARTIGIANALE, IL NOSTRO CONSIGLIO

Oggi giorno è molto facile trovare gelaterie che nella denominazione dell’impresa hanno un richiamo all’artigianalità ma che di genuino non hanno niente. Per trovare un gelato genuino e buono tre regole semplici e facili

  1. Non farsi ingannare dai colori intensi dei gusti che spesso sono artificiali.
  2. La stagionalità dei gusti è un ottimo indizio per riconoscere l’artigianalità del prodotto.
  3. Prima di prendere il gelato controllare sempre che ci sia il libro degli ingredienti. 

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Siete interessati ai nostri articoli alla scoperta di scelte virtuose che contribuiscono alla salvaguardia del pianeta e alla tutela della biodevidersità? Continuate la lettura sul tema tramite il tag o la ricerca all’interno del blog della parola chiave attività virtuose . Vi racconteremo il meglio di questo mondo!

la sangria bianca, L’APERITIVO DELL’ESTATE.

Per l’occasione della nascita di nostro figlio Pablo abbiamo deciso di prepare la nostra  sangria bianca . In queste occasioni famigliari e speciali scegliamo sempre ricette della tradizione gastronomica spagnola perchè ci piace pensare che sia un punto d’incontro tra le nostre culture italiana e cilena.

SANGRIA BIANCA, UNA BEVANDA SQUISITAMENTE ESTIVA.

Questa bevanda è caratterizzata dall’abbondanza di frutta estiva che offre una cromacità colori i quali esaltano la solarità del periodo caldo insieme al tocco di leggerezza e freschezza dato dall’uso dello spumante frizzante o prosecco.

La sangria bianca è il cocktail dell’estate per eccellenza, diffusissimo in Catalogna e nella zona di Valencia ma amato in ogni parte del mondo. Un tripudio di profumi, colori e dolcezza che conquista tutti al primo sorso, ideale per vivacizzare qualsiasi festa e rendere allegro e spesierato il più classico degli aperitivi. Un po’ di musica, un bicchiere di sangria bianca e qualche luce soffusa, e vi sentirete scivolare anche voi nell’atmosfera travolgente dell’estate spagnola!

SANGRIA BIANCA, CHE INGREDIENTI USARE?

  • 2 bottiglie prosecco o spumante secco di buona qualità
  • 2 limoni bio
  • 80 cc sciroppo zucchero canna (facoltativo)
  • 4 chiodi garofano
  • 1 bicchierino rum bianco
  • 1 melone maturo grande
  • 1 pesca
  • 10 fragole
  • 5 albicocche
  • 10 ciliegie
  • acqua tonica QB
  • ghiaccio a cubetti QB
  • 2/3 stecche di canella (facoltativo). 
La sangria bianca di ImmersioneinCucina, pronta per servire.
La sangria bianca di ImmersioneinCucina, pronta per servire.

SANGRIA BIANCA, COME SI FA?

  1. Mettere il prosecco freddo in una capiente contenitore. Unire lo zucchero, mescolare. spremere 1 limone , filtrare il succo ricavato e aggiugerlo al prosecco.
  2. Tagliare quindi il secondo limone, senza sbucciarlo: riducetene metà a fette, e l’altra metà a dadini, quindi le pesche noci: tagliatele prima a metà per privarle del nocciolo e poi a pezzetti. 
  3. Mondare e pulire il melone dai semi interni dopo averlo tagliato a metà, scavare a palline la polpa e unirlo agli altri ingredienti. 
  4. Tagliare a pezzi la polpa dell’anguria privata dei semi. Fare a pezzetti anche la rimanente frutta e denocciolare le ciliege. Unirle al prosecco e mescolare.
  5. Aggiungere le spezie, una lattina di acqua tonica ghiacciata e la vodka. Mescolare. Coprire con cellofan e porre in frigo per una notte
  6. Versare in bicchieri tumbler con qualche pezzetto di frutta, con o senza cannuccia.

Prima di servire unire, se necessario, altra acqua tonica, il ghiaccio e mescolare bene. Mantenere la rimanente sangria sempre fredda unendo altro ghiaccio.Per un risultato ottimale usare i liquidi già freddi e frutta ben matura

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Vi intrigano le storie e ricette della gastronomia dell’altro mondo o della più vicina Spagna? Continuate la leggerci sul tema tramite i tag o la ricerca delle parole chiave all’interno del blog cucina latinoamericana o cucina spagnola.

ROMA GASTRONOMICA

Siete ancora indecisi sulla vostra meta per le vacanze? State progettando un fine settimana romantico o una gita con gli amici? ImmersioneinCucina vi propone Roma. Non solo perché la città eterna è da sempre uno spettacolo da visitare ma anche perché, in questo periodo marcato dalla pandemia, si ha l’occasione irripetibile e unica di vedere la capitale con pochi turisti e quindi godersi a pieno il viaggio.

LA GASTRONOMIA ROMANA, LE SPECIALITA’ DA NON PERDERE.

I viaggi di ImmersioneinCucina non sono mai individuati a caso, sono improntati sulla ricerca gastronomica. Per noi è fondamentale conoscere, degustare nuovi sapori per affinare la nostra cucina.

La tradizione gastronomica romana è fondata su ingredienti semplici, poveri ma ricchi di sapori. Una cucina dalle radici contadine e rurali con marcata influenza abruzzese. Si fa gran uso del guanciale e pancetta di maiale , verdura, prodotti ovocaprini oltre che fritture.

Roma gastronomica, carciofi alla guidia.
Roma gastronomica, carciofi alla guidia.

Tra i piatti classici della cucina romana troviamo i carciofi alla Giudia e alla Romana, i saltibocca alla romana, l’abbiacchio, i fiori di zucca ripieni fritti. La cucina romana non è famosa per i suoi dolci, quelli della sua tradizione sono pochi e deliziosi, tra questi risaltano la torta alla ricotta e visciole (le amarene in dialetto), la “bomba” ovvero il maritozzo spesso ripieno di panna fresca e infine le ciambelline dei Castelli, da accompagnare con il vino. Tra i formaggi non si può non citare la ricotta fresca di pecora e il pecorino romano.

Imperdibile poi il poker di sughi della cucina romana per gli amanti della pasta: cacio e pepe -acqua di cottura, guanciale e pepe amalgamati ad arte- carbonara -uova di gallina, guanciale o pancetta, pepe e formaggio pecorino romano stagionato- , amatriciana – salsa di pomodoro, guanciale,pecorino- e la variante della amatriciana in bianco (ante scoperta dell’America) o gricia – stessi ingredienti senza pomodoro e con l’aggiunta di pepe.

Roma gastronomica, il poker di sughi della capitale: amatriciana, gricia, carbonara e cacio e pepe.
Roma gastronomica, il poker di sughi della capitale: amatriciana, gricia, carbonara e cacio e pepe

Se avete coraggio gastronomico e stomaco forte vi consigliamo di assaggiare il repertorio di cucina povera romana dominato dalle interiora tra coda alla vaccinara, coratella e sugo alla pajata ovvero l’intestino di vitella da latte.

ROMA, TRATTORIE E OSTERIE

Spesso la cucina migliore e verace si trova lontano dal cuore pulsante di Roma a parte pochissime eccezioni, servita a una cifra ragionevole e in ambienti piccoli e umili ma dove si mangia divinamente. Il nostro consiglio è di cercare le trattorie e le osterie nei quartieri popolari e di prenotare con anticipo.

Immersioneincucina ne ha testato parecchie, questa è la nostra top 5.

  1. Da Enzo al 29 (via dei Vascellari, 29) segnalato dal Gambero Rosso e dalla guida delle osterie Slow Food. Uno dei pochi locali non turistici a Trastevere. Trattoria all’insegna della più verace e schietta tradizione romana. Buonissimi i carciofi alla guidia e le chicche di formaggi tradizionali laziali di pecora, difficili da trovare. Non prende prenotazioni, il consiglio è di presentarsi direttamente sul luogo un po prima dell’orario di apertura e mettersi in fila, ne vale veramente la pena.
  2. Sora Lella (via di Ponte Quattro capi, 1), è una vera è propria istituzione a Roma nell’ambito gastronomico. Nel cuore dell’isola tiberina . Cucina della tradizione, che negli ultimi anni ha saputo rivisitarsi e alleggersi ma sempre nel rispetto della tradizione romana e regionale
  3. Armando al Pantheon (salita de Crescenzi, 31) , segnalato dalla Guida Michelin, dal Gambero Rosso e dalla guida delle osterie Slow Food. In una dei vicoletti che porta allo spettacolare tempio dell’ antica Roma E’ uno dei pochi luoghi del centro dove si può andare a colpo sicuro, con la certezza assoluta di trovare una cucina tradizionale di livello sempre alto, una scelta di vini assai curata e una vista imperdibile.
  4. da Felice Testaccio (via Maestro Giorgio 29), segnalato dalla Guida Michelin e dal Gambero Rosso. Un concentrato di romanità, tappa fondamentale nella Capitale per gli amanti della buona cucina. Il locale è situato nel quartiere popolare di Testaccio. Imperdibile la cacio e pepe di questo locale, mantecata al tavolo. Un vero e proprio spettacolo per gli occhi oltre che per la pancia.
  5. Hostería da Gigetto (Via del Portico D’Ottavia 21/a-22), in pieno quartiere ebraico. Vera osteria che dal 1923 si è specializzata nella cucina giudaica-romanesca.

ROMA, REGINA DEL MANGIARE DI STRADA

Roma gastronomica, il supplì classico.
Roma gastronomica, il supplì classico.

Tra i romani lo street food spopola. La popolazione ha sposato questa modalità di cibarsi da secoli, fin dall’antica Roma come testimoniano i ritrovi archeologici delle tabernea – le rosticcerie attuali- e i molti scrittori dell’epoca.

La massima espressione del cibo di strada capitolino è la pizza al taglio, lavorata come il pane, croccante e salata. Buonissima! Diventa occasione di spuntini ad ogni ora, per una merenda golosa, un pranzo veloce o una cena conviviale con gli amici. Le più classiche sono la pizza bianca, quella ricoperta di patate al forno e rosmarino e quella ripiena con la mortadella.

Lo street food non si limita alla pizza, spesso nelle rosticerie, friggitorie, panifici e locali specializzati si trova anche degli strepitosi supplì: una ghiotta polpetta di riso con sugo di carne e al centro un cuore di mozzarella filante simile all’arancino siciliano. Oltre al classico spesso si possono trovare anche le varianti alla salsa amatriciana, alla carbonara e cacio e pepe.

E’ impressionante la densità di locali che si dedicano a questa attività. Noi ne abbiamo testati e scelti alcuni per voi.

  1. Sangiò antico forno ristorante pizzeria (piazza di San Giovanni in Laterano, 32), perfetta sosta dopo aver visitato la basilica papale San Giovanni in Laterano, ammirato il palazzo Lateranense sede degli affari vaticani e la Scala Santa. Questo locale visto da fuori è anonimo ma ha uno gioiello nascosto, un antico forno a legna da il quale viene sfornata una pizza al taglio sublime.
  2. Antico Forno Roscioli (via dei Chiavari, 34), a circa 5 minuti a piedi da piazza Navona perdendosi negli affascinanti vicoli del centro storico. Questo panificio storico di Roma confeziona pizza al taglio (e non solo) favolosa. Vale in tempo della coda e il mangiare in piedi ai tavolini.
  3. Checco er carrettiere (via Benedetta,10) , nel cuore del popolare e bohemian quartiere di Trastevere. Locale a metà tra trattoria e bar aperitivi ma la vera chicca è lo spazio take way dello stesso che fa supplì divini!

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Vi piace viaggiare con noi? Continuate la leggerci su questo tema tramite i tag o la ricerca all’interno del blog delle parole chiave viaggi gastronomici o turismo gastronomico . Vi porteremo in tanti altri luoghi italiani e non.

Gelatina, gelateria artigianale e spazio culturale.

E’ scoppiata l’estate e cosa c’è di meglio di un buon gelato? ImmersioneinCucina vi racconta la storia di un’altra attività virtuosa , la gelateria Gelatina . Un posto unico in Italia: la prima gelateria con annessa una libreria dedicata al 100% al mondo del cibo e per di più tutta al femminile che si trova in delle vie principali di Genova, via Garibaldi.

GELATINA, UN OTTIMO GELATO IN COMPAGNIA DELLA CULTURA DEL CIBO 

Gelatina nasce a Marzo del 2017 e in poco tempo ha saputo farsi conoscere e trovare il suo spazio tra le migliori attività del settore. 

Il progetto imprenditoriale nasce da un’intuizione di Martina, proprietaria di Gelatina, la quale precedentemente faceva come mestiere la grafica. Il suo obiettivo con Gelatina è quello di mettere insieme l’esperienza nel campo dell’editoria e la tradizione gelatiera di famiglia. Nasce così  l’idea di aprire un locale che offra un ottimo gelato, partendo da materie prime di qualità,  affiancati da un offerta culturale incentrata sul food.

lo spazio culturale di Gelatina all’interno del locale

Accanto al gelato di alta qualità frutto di una ricerca accurata delle materie prime e ricette innovativepotete trovare anche una vasta offerta di caffetteria compostadai prodotti biologici e salutari come té e tisane biologiche, provenienti da piantagioni controllate e certificate, l’autentico caffè americano filtrato o quello d’orzo della Lunigiana tostato a legna e infine una seleziona di libri, in gran parte provenienti dal mondo Slow Food, incentrati su singoli alimenti, cucina gluten free, vegana e vegetariana da sfogliare nella sala lettura del locale.

GELATINA, LA LAVORAZIONE DEL GELATO.

Il gelato di Gelatina viene prodotto secondo il metodo naturale, mantecando a freddo giornalmente le materie prime selezionate, partendo da oli essenziali o infusi un misto tra questi ultimi, con il latte fresco della Liguria, frutta di stagione e privo di qualsiasi tipo di semilavorato industriale.

Gelatina fa parte di Gelatieri per il Gelato , il movimento culturale di valorizzazione del gelato tradizionale di tradizione italiana,  il quale nel disciplinare per la produzione del gelato artigianale prevede che si usino materie prime genuine, naturali, preferibilmente fresche e contatti diretti con il produttore delle stesse che si usano.
In poche parole un gelato etico e sostenibile, un prodotto di alta qualità che sia frutto di produzioni sostenibili dal punto di vista ambientale e che abbia rispetti il lavoro dei produttori della materia prima.

La gelateria è stata premiata anche dal Gambero Rosso come miglior gelateria emergente di Italia nella sua guida Gelaterie D’Italia 2020 e riconfermata nel 2021.

GELATINA, I GUSTI DA NON PERDERE

Se siete a Genova la visita da Gelatina è una tappa obbligata, in particolare per gli amanti del gelato. Durante il periodo estivo è più facile trovare gusti classici alla frutta, ma dal mese di Settembre in poi invece i gusti si fanno via via più innovativi con creme particolari.
Un gusto di gelato di cui di Gelatina va orgogliosa è il fior di basilico, sviluppato nel 2019 per aiutare i coltivatori della Val Polcevera duramente colpita dal disastro del ponte Morandi.

In occasione di Slow Fish 2021 invece si è creato il gelato fiorito a base di miele millefiori del Parco dell’Antola e acqua di fiori d’arancio amaro e 100% massa cacao Maracaibo.

il gelato di Gelatina
il gelato di Gelatina


A seconda della stagione altri gusti interessanti e da provare sono il gelato alla presciunseua,  tipico formaggio ligure, il gusto alla cassata in omaggio alla Sicilia o, quello a base di  mandorle di Noto presidio Slow Food, il gelato alla pera e pepe rosa, il caramello salato. Infine durante il periodo di feste pasquali potete trovare quello ispirato alla colomba pasquale e a Natale quello al pandolce genovese.

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Siete interessati ai nostri articoli alla scoperta di scelte virtuose che contribuiscono alla salvaguardia del pianeta e alla tutela della biodevidersità? Continuate la lettura sul tema tramite il tag o la ricerca all’interno del blog della parola chiave attività virtuose . Vi racconteremo il meglio di questo mondo!

Quinotto di asparagi con bisque di gamberi

Oggi vi vogliamo proporre il quinotto, ovvero una ricetta a base di quinoa in stile risotto che riassume in un solo piatto l’essenza di ImmersioneinCucina : le origini latinoamericane di Francisca e i prodotti di eccellenza liguri, l’unione tra quinoa, asparagi violetti di Albenga (presidio Slow Food) e gamberi rosa del mar Ligure.

LA QUINOA, UN NON CEREALE DELLE ANTICHE CIVILTA’ ANDINE

La quinoa è un pseudocereale, è propriamente infatti una pianta erbacea annuale come gli asparagi o le barbabietole. Originaria dei paesi andini latinoamericani, è parte fondamentale dell’alimentazione delle polpolazioni di Perù, Bolivia e Ecuador fin dall’antichità.

Infatti la quinoa era già coltivata e consumata dalle civiltà andine pre-colombiane, in particolare era apprezzata dagli Inca che la consideravano una pianta sacra, usata non solo per l’alimentazione quotidiana ma anche e soprattutto per le cerimonie religiose e offerte agli dei.

La quinoa è un vero e proprio superfood, ricca di molte proprietà benefiche come aminoacidi essenziali necessario per le cellule celebrali, per la formazione di anticorpi e per la fissazione del calcio nelle ossa, buona fonte di vitamina E e C e ottimo alimento antiossidante in particolare per la presenza di magnesio che previene malattie, cardiovascolari, aritmie e ipertensione. Adatta anche per le persone celiache in quanto è un alimento senza glutine.

IL QUINOTTO, IL RISOTTO DI QUINOA

La quinoa è un ingrediente molto versatile che si adatta a molte preparazioni in cucina, dalle insalate alle zuppe e si sposa bene con le verdure e con il pesce ma può anche essere utilizzata con l’impasto per le polpette. In generale può essere un buon sostituto dei celeali nelle preparazioni di ricette.

Noi abbiamo conosciuto approfonditamente e degustato in tutte le sue salse la quinoa nel nostro viaggio di nozze in Perù , dove in occasione di un corso di cucina locale abbiamo imparato le basi per cucinare il quinotto. Una simpatica e gustosa ricetta che, per preparazione e uso di ingredienti, è simile al risotto italiano e che oggi vi proponiamo rivisitato con ingredienti locali.

QUINOTTO, QUALI INGREDIENTI USARE? (per 4 persone)

Oggi vogliamo fornirvi un’ idea base per preparare questa ricetta a base di quinoa e che si può preparare in modo vegetale solo con gli asparagi, oppure con ingredienti animali aggiungendo i gamberi tra gli ingredienti. L’utilizzo degli scarti del gambero è fondamentale per preparare la bisque di pesce, un concentrato di gusti, che va ad esaltare ed equilibrare il sapore del piatto.

per il quinotto

  • 200 gr. quinoa
  • 200 gr. gamberi rosa (facoltativo)
  • due mazzi asparagi violetti
  • 2 cipolle o cipollotti di tropea
  • 2 carote
  • Vino bianco q.b
  • olio extravergine delicato q.b.
  • Sale q.b.
quinotto di asparagi : ingredienti base
quinotto di asparagi : ingredienti base

per la bisque

  • carapaci di gamberi

A seconda di quanta quinoa cucinate, usate in proporzione altrettanta bisque ma non esagerate in quanto se c’è un eccesso di liquido la quinoa diventa insipida e troppo cotta.

Attrezzatura da cucina

  • colino a maglie strette
  • frullino a immersione
Quinotto, fase di squiacquatura della quinoa.
Quinotto, fase di squiacquatura della quinoa.

QUINOTTO, COME SI FA?

  1. Sbucciate e tagliate grossolanamente cipolle e carote. Pulite i gamberi tenendo i gusci per preparere la bisque.
  2. Preparate a questo punto la bisque con gli scarti dei gamberi. Iniziate il soffritto di cipolla e carote e dopo qualche minuto aggiungete i carapaci del crostaceo. Rosolate il tutto e sfumate con poco vino bianco. Schiacciate i gusci, copriteli con acqua a temperatura ambiente e cuocete il preparato per circa 30 minuti con il coperchio della pentola. Il composto si deve ridurre. Una volta pronto premete sui gusci affinchè esca tutto il liquido concentrato e filtratelo con un colino a maglie piccole.
  3. Nel mentre sciacquate ripetutamente e accuratamente la quinoa in acqua fredda finché la stessa non esca limpida. Questo serve a togliere la sostanza che dà il gusto amaro della quinoa.
  4. Pulite e tagliate gli asparagi. Conservate la parte finale normalmente più dura per preparare il soffritto del vostro quinotto cosi come qualche punta da utilizzare a crudo per decorare il piatto.
  5. Sbollentare gli asparagi in acqua bollente per circa 3 minuti. Una volta cotti procedetete al taglio. Una metà di essi va frullata con olio extravergine e sale mentre Il resto vi servira dopo.
  6. Procedete a tagliare finemente la parte dura precedentemente conservata degli asparagi unitamente con la cipolla ugualmente preparata. Con questi ingredienti preparate il soffritto del vostro quinotto in una pentola apposita.
  7. Nel mentre cuocete la quinoa in 200 ml con la bisque di gamberi per circa 7 minuti. E’ pronta quando assorbe tutto il liquido.
  8. Aggiungere la quinoa al soffrito preparato. Fatela andare per qualche minuto in padella, aggiungete la crema di asparagi frullati e i restanti asparagi tagliati, salate e sfumate con un cucchaio di bisque a fuoco alto fino a che quest’ultima evaporata.
  9. Una volta spento il fuoco, mantecate il vostro quinotto con dell’olio extravergine delicato e se volete aggiungere anche i gamberi saltateli in padella per pochi minuti e poi aggiungeteli al preparato.
  10. Al momento dell’impiatamento aggiungete al piatto la decorazione con le punte degli asparagi.

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Continuate a cercare le nostre proposte gastronomiche tramite i tag o la ricerca all’interno del blog delle parole chiave ricette della tradizione o ricette di stagione.

tutela del pianeta, una storia virtuosa.

Immersioneincucina per onorare la ricorrenza della Giornata Mondiale dell’AmbienteWorld environment Day– istituita dalle Nazioni Unite nel 1974 affinché si crei una maggior consapevolzza e sensibilità per la tutela del nostro pianeta tra le persone e i governi mondiali, torna a parlarvi della problematica del cambiamento climatico.

Vi raccontiamo la storia virtuosa di Maria de los Angelesingegnere specializzato in energia rinnovabile alla Università de Chile e sorella di una grande amica d’infanzia di Francisca- 

L’ESPERIENZA DI MARIA DE LOS ANGELES, INGEGNERE AMBIENTALE PER LA TUTELA DEL PIANETA. 

Maria con il suo impegno contribuisce alla tutela del pianeta ed è un ottimo esempio da seguire.

A 16 anni ha iniziato a viaggiare lungo il Cile, spinta dalla voglia di conoscere ed approfondire flora e fauna del suo Paese, la formazione di ghiacciai, laghi e fiumi, volendo anche comprendere il funzionamento dell’ecosistema naturale al fine di tutelarlo di fronte alla crisi ambientale che riguarda il mondo di oggi.

In lei quindi crebbe sin da subito la consapevolezza di dover contribuire in prima persona a sensibilizzare sempre più persone sull’argomento sino a portarla alla decisione di imbarcarsi, per unirsi a progetti e spedizioni per la tutela dell’ambiente.

Tutela del pianeta: Maria intenta a separa il microplastico dal campione di acqua marina, durante la spedizione scientifica nel Pacifico del Nord.  
Maria intenta a separa il microplastico dal campione di acqua marina, durante la spedizione scientifica nel Pacifico del Nord.  

IL PROGETTO THE SWIM E IL PROBLEMA DELLA CONTAMINAZIONE DELLA PLASTICA IN MARE.

In particolare ha partecipato al progetto di ricerca The Swim sulla contaminazione delle acque dell’Oceano Pacifico provocate dal rilascio indiscriminato della plastica in mare. 

Questo le ha permesso di riscontrare con mano l’enorme inquinamento delle acque del nostro pianeta a causa delle attività umane legate alla produzione e alla dispersione della plastica da sempre nociva sia per l’ambiente sia per gli esseri viventi degli ecosistemi marini. Tutto questo si ripercuote inoltre sulla nostra alimentazione e salute. 

Durante gli ultimi anni l’argomento dell’inquinamento da plastica ha avuto maggiore rilievo ma ancora non c’è una reale cognizione del problema a livello globale, non si è fatto e non si fa abbastanza per affrontare seriamente il problema. 

La plastica non scompareSpesso si accumula in fondo ai mari oppure creando vere e proprie isole di rifiuti galleggianti -come nel caso della cosi detta Great Pacific Garbage Pacth, la più grande al mondo con un estensione pari alla penisola iberica-

Si continua a produrre tonnellate di plastica con la quale fabbricare oggetti che si utilizzano per un tempo limitato, destinati a produrre un’enorme scarto in breve periodo, che vanno a  danneggiare profondamente gli ecosistemi del nostro Pianeta. 

LA DENUNCIA DI MARIA, UNO SGUARDO VIGILE E ATTENTO AI TEMI AMBIENTALI.

Non ci sono capacità per riciclare la plastica in queste quantità.  E’ un materiale che fa male al pianeta.

La situazione é molto grave e tutti dobbiamo contribuire affinché ci sia un cambiamento di rotta. Per prima cosa bisogna fare pressione alla classe politica globale perché si attui una normativa che stabilisca la limitazione della produzione  di questo materiale molto rigida. Bisogna smettere di ragionare a breve termine perché le conseguenze interesseranno le future generazioni.

Dobbiamo cambiare i fondamenti del modello economico attuale che si basa sulla  crescita infinita e combattere la logica dell’usa e getta, favorendone una prospettiva volta alla salvaguardia ambientale

Le risorse naturali non sono infinite, dobbiamo rispettare la capacità e i tempi di rigenerazione in natura e non sovra-sfruttarla con logiche che rispondano solo al profitto delle imprese. 

Dobbiamo ripensare l’economia, i nostri stili di vita, il significato di quello che intendiamo come sviluppo perché il modello attuale è dannoso per l’ambiente. 

Maria de los Angeles lavora anche al progetto di ricerca con l’ organizzazione cientificos de la basura, in collaborazione con la Università Catolica del Norte, studenti e professori di tutto il Cile. L’obiettivo di questi ultimi è studiare il problema dei rifiuti nell’ambiente e proporre soluzioni utili e necessarie per affrontare le problematiche socio-ambientali. 

TUTELA DEL PIANETA, LA SECONDA VITA DEGLI OGGETTI.

tutela del piante: l'economia circolare, il futuro del nostro pianeta
l’economia circolare, il futuro del nostro pianeta

Di fronte ad un determinato prodotto bisogna entrare nell’ottica di domandarci quali materiali servono per produrlo? Quale sarà l’impatto ambientale di questo acquisto? E ancora cosa sarà dell’oggetto una volta finito l’utilizzo?  Sconfiggere la logica dell’usa e getta, dare ai beni di consumo una vita più lunga possibile.

Una buona pratica alla portata di tutti, con effetti tangibili e misurabili per contrastare il cambiamento climatico, che ognuno di noi può mettere in atto sin da subito è la cosi detta Second Hand Economy, ovvero l’economia dell’usato

Altro buon esempio di economia circolare è l’economia del riutilizzo che si basa sul fatto di non rispondere più al meccanismo del consumo ma ripristinare la funzione degli oggetti per evitare che diventino rifiuti e acquistare dei nuovi prodotti.

E’ davvero necessario comprare un’oggetto nuovo al primo problema che ci dà uno che abbiamo già, magari di recente acquisto? Meglio tentare prima di aggiustarlo o convertirlo ad altro utilizzo, sarà un risparmio per le vostre tasche e per le risorse limitate del pianeta. 

Entrare in quest’ottiche virtuose di economia circolare consente da una parte un risparmio di tipo economico e dall’altro scongiurare la dismissione in discarica degli oggetti, risparmiare sull’utilizzo di materie prime come plastica, alluminio e acciaio nel processo di fabbricazione e evitare una maggiore immissione di anidride carbonica dovuta alla nuova produzione.

La cultura della riduzione dei consumi, del recupero,  riuso e del riciclo degli oggetti è la chiave per trovare un nuovo equilibrio con la natura. Rivedere come e cosa consumiamo, può essere un eccellente contributo al benessere del nostro Pianeta!

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Siete interessati ai nostri articoli alla scoperta di scelte virtuose che contribuiscono alla salvaguardia del pianeta e alla tutela della biodevidersità? Continuate la lettura sul tema tramite il tag o la ricerca all’interno del blog della parola chiave attività virtuose . Vi racconteremo il meglio di questo mondo!