Napoli gastronomica
I viaggi di ImmersioneinCucina non sono mai individuati a caso: sono improntati sulla ricerca gastronomica. Napoli, con la sua straordinaria identità culinaria, non fa eccezione!
La cucina tradizionale napoletana rende il capoluogo campano una meta imperdibile, a prescindere dalla motivazione del viaggio. Ancora di più se è la ricerca gastronomica a spingervi a partire.
A Napoli, ogni morso è un racconto. Dal profumo del ragù che sobbolle per ore alla fragranza della pizza appena sfornata, la cucina partenopea è fatta di gesti antichi e sapori sinceri. È la voce delle nonne che tramandano ricette, è il mare che porta il pesce fresco al mercato, è la strada che profuma di sfogliatelle calde. Qui il cibo non si assaggia soltanto: si vive, e rende la città una meta che resta nel cuore.
NAPOLI GASTRONOMICA, LE SPECIALITA’ DA NON PERDERE.
La cucina napoletana rappresenta una delle espressioni più autentiche della tradizione gastronomica italiana. Ricca di sapori intensi e ingredienti genuini, incarna l’anima culturale e storica della città. I piatti tipici della Campania sono il frutto di influenze secolari, nate dall’incontro tra le molte culture che hanno attraversato la regione: Greci, Romani, Spagnoli e Francesi.

- La pizza napoletana è molto più di un semplice piatto: è un simbolo culturale, un’icona gastronomica riconosciuta a livello mondiale e una tradizione profondamente radicata nel cuore dei napoletani. Grazie alla sua storia secolare, alla qualità degli ingredienti e alla maestria dei pizzaioli, nel 2017 l’arte del pizzaiuolo napoletano è stata dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Questo piatto umile, venduto per strada, conquistò rapidamente le classi popolari grazie al suo costo contenuto e al sapore straordinario. Da cibo “povero” a eccellenza globale: la pizza napoletana continua ancora oggi a raccontare una storia fatta di passione, tradizione e identità.
- Pizza fritta e montanara. Entrambe sono deliziose varianti della pizza tradizionale, ma a differenza di quest’ultima che ha assunto fama internazionale è raro trovarle al di fuori del territorio campano. Spesso si fa un po’ di confusione tra le due, sebbene rientrino ambedue nella categoria delle pizze fritte, la differenza principale sta nella forma e nella farcitura. La prima è chiusa a mo’ di calzone, con un ricco ripieno all’interno -solitamente ricotta, cicoli, provola, salame o pomodoro-, la seconda invece ha una forma rotonda, vuota all’interno e viene condita in superficie -generalmente con pomodoro, parmigiano e basilico-.
- La Mozzarella. dolce, delicata, raffinata e candida; liscia, tenera e morbida al tatto. La mozzarella campana è uno dei prodotti più tipici e sensuali d’Italia. In particolare, la mozzarella di Agerola, proveniente dall’omonimo paese in provincia di Napoli, è realizzata con latte fresco di vacche locali. Si distingue nettamente da qualsiasi mozzarella industriale per la sua consistenza morbida e per la caratteristica lacrima lattiginosa che sgorga dal cuore al primo taglio. Diversa, ma altrettanto straordinaria, è la Mozzarella di Bufala Campana DOP, ottenuta da latte intero di bufale di razza mediterranea italiana. Tutte le varietà di mozzarella campana si sposano perfettamente con i piatti della tradizione locale: su tutti la pizza, ma anche ricette semplici come pane casereccio e mozzarella, dove ogni morso è un omaggio alla genuinità.
- Pasta, patate e provola è uno dei piatti più amati dai napoletani, un vero comfort food che unisce semplicità e gusto. Alla base c’è un soffritto ricco di cipolla e pancetta, su cui vengono aggiunte patate gialle e farinose, qualche pomodorino e foglie di basilico fresco per un tocco di colore e profumo. A completare il piatto, abbondanti cucchiaiate di parmigiano grattugiato e generosi dadini di provola, che sciogliendosi rendono la consistenza cremosa, filante e irresistibile. Un piatto “povero” solo all’apparenza, che racchiude tutta la sapienza e l’anima della cucina partenopea.
- Ragù napoletano è molto più di una semplice salsa di pomodoro: è un vero e proprio rito, un’istituzione della cucina partenopea. Diverso dal più noto ragù bolognese, quello napoletano si prepara con tagli di carne di manzo o maiale, cotti a fuoco lento per molte ore, fino a ottenere una salsa densa, corposa e ricchissima di sapore. È il protagonista indiscusso della domenica napoletana, servito con la pasta – preferibilmente ziti spezzati a mano – in un abbraccio di gusto che racconta tradizione, famiglia e attesa.
- Sugo alla Genovese – o ‘a genovese, in dialetto napoletano – è uno dei capisaldi della cucina tradizionale partenopea, nonostante il nome possa trarre in inganno. Si tratta di un salsa ricca e saporita, preparato con un soffritto di carote, sedano e una grande quantità di cipolle, in cui viene cotto lentamente uno spezzatino di manzo, spesso sfumato con vino rosso. Il risultato è un condimento denso, dolce e profumato, che avvolge la pasta in modo straordinario.
- Frittata di pasta. Questa pietanza è un piatto unico, gustoso ed ecosostenibile, nato per riutilizzare e valorizzare la pasta avanzata. Gli spaghetti si trasformano in una preparazione compatta e saporita grazie all’unione con uova, parmigiano e caciocavallo, a cui si possono aggiungere provola, scamorza, salame o prosciutto cotto, a seconda dei gusti e della disponibilità. Il risultato è una frittata dorata, croccante fuori e morbida dentro, ancora più buona se gustata fredda, magari il giorno dopo.
- Pasticerria napoletana. L’incredibile varietà e bontà della gastronomia campana non smette di stupire anche in pasticerria. Il dolce campano più famoso è probabilmente il babà ma non lasciatevi sfuggire un assaggio delle buonissime sfogliatelle in entrambe le versioni – riccia e liscia – e la classica pastiera napoletana -il dolce pasquale per eccellenza- a base di grano, ricotta, canditi e profumo d’arancia.
NAPOLI GASTRONOMICA, ANTICHE PIZZERIE E FRIGGITORIE
La cucina più autentica e verace si trova nel cuore pulsante della città, servita a prezzi accessibili, in locali piccoli e modesti, ma dove si mangia divinamente. Il nostro consiglio? Evitate i ristroranti di grande richiamo piuttosto cercate le antiche pizzerie e le friggitorie nei quartieri popolari: è lì che si custodisce il vero sapore di Napoli.
La tradizione dello street food napoletano affonda le sue radici nei secoli passati, quando gli abitanti iniziarono a vendere cibo per strada come forma di sostentamento quotidiano. Con il tempo, queste semplici preparazioni si sono trasformate in vere specialità culinarie, tramandate di generazione in generazione e oggi simbolo della cultura gastronomica partenopea.

Immersioneincucina ne ha testato parecchie, questa è la nostra top 5.
- Antica pizzeria Di Matteo, in via dei Tribunali, 94. Rappresenta un’istituzione nella storia della pizza napoletana tradizionale. Una delle migliori espressioni dello street food napoletano dal 1936 con posti a sedere in 5 spaziose stanze o servizio al bancone sulla via. Da non perdere la golosa frittatina di pasta.
- Antica friggitoria Masardona, in piazza della Vittoria, 5. Locale votato allo street food. Il regno della pizza fritta, ha pochissimi rivali. Specialità della casa è la pizza fritta semplice con provola oppure ripiena di ciccioli. Una bontà.
- Antica pizza fritta da zia Esterina, in piazza Trieste e Trento 53. Sorbillo che gestisce anche questa storica pizzeria, è una vera istituzione a Napoli, con diversi locali sparsi in città, lungo la penisola e anche all’estero. La particolarità di questo posto, però, è la sua storia: qui lavorava appunto zia Esterina Sorbillo, conosciuta da tutti come ‘a signora ‘e pizze fritte. Con le sue leggendarie pizze fritte ha sfamato intere generazioni di napoletani, lasciando un ricordo indelebile nel cuore della città.
- Tandem. Ha diverse sedi a Napoli, ma non lasciatevi scoraggiare da questo: la qualità resta altissima. In una città dove assaggiare il ragù è d’obbligo, questo locale rappresenta una tappa imperdibile, interamente dedicata a questa prelibatezza.
- Da Donna Teresa, in via Michele Kerbarker, 58. Osteria Slow Food nel quartiere di Vomero. Piccolo locale in una chiesetta scomincata, immutato da oltre un secolo. Con i suoi 9 tavoli è baluardo della ristorazione popolare urbana d’altri tempi. Accetta solo pagamenti in contanti. Menù giornaliero.
TAG UTILI E PAROLE CHIAVE
Vi piace viaggiare con noi? Continuate la leggerci su questo tema tramite i tag o la ricerca all’interno del blog delle parole chiave viaggi gastronomici o turismo gastronomico . Vi porteremo in tanti altri luoghi italiani e non.











