Il gelato artigianale 100% naturale di Luca Pannozzo.

Se siete in cerca di un gelato artigianale per davvero e dal gusto eccezionale, non vi resta che recarvi nell’affascinate golfo Tigulioe più precisamente a Chiavari -in via Bighetti 3- o a Sestri Levante -in via XXV Aprile 126- dove troverete 100% naturale gelateria artigianale di Luca Pannozzo.

ImmersioneinCucina torna a parlarvi di imprese virtuose, e per l’occasione, data la stagione estiva, continuiamo a trattare di uno degli alimenti preferiti da grandi e piccini: il gelato. Dopo avervi raccontato della gelateria genovese Gelatina vi portiamo nel levante ligure per un’altra attività degna di nota. 

la gelateria artigianale 100% natuarale di Chiavari
la gelateria artigianale 100% natuarale di Chiavari

UN GELATO BUONO, PULITO E GIUSTO.

Con un esperienza trentennale Luca Pannozzo, gestisce questa attività dal 1987 con passione e seguendo la filosofia del “Buono, Pulito e Giusto” di Slow Food di cui è socio e partecipa attivamente alle manifestazioni associative come Slow Fish o Cheese.

Da questi presupposti nasce il gelato di Luca preparato partendo da ingredienti totalmente naturali e di qualità, prodotti stagionali e locali -come il latte delle proveniente dalla razza bovina autocnona cabannina– o presidi Slow Food – come mandorla di Toritto e il pistacchio verde di Bronte e senza alcuna aggiunta di semilavorati composti (coloranti artificiali, grassi vegetali idrogenati, paste composte e basi in polvere standardizzate), utilizzando solo zucchero da barbabietola italiano non raffinato. 

Ultima novità il gusto che si chiama come lui ed ispirato al film della Pixar Luca girato in Liguria, prettamente con ingredienti locali: latte di vacca Cabannina, basilico di Castiglione Chiavarese, olio extra vergine di Sestri Levante e nocciola misto Chiavari.

la campagna di sensibilizzazione dell'associazione Gelatieri per il Gelato
la campagna di sensibilizzazione dell’associazione Gelatieri per il Gelato

GELATO ARTIGIANALE, L’ASSOCIAZIONE CULTURALE GELATIERI PER IL GELATO

L’impegno di questo gelatiere slow foodiano non si ferma qui, da anni fa parte della associazione Gelatieri per il gelatounione dei gelatai artigianali di tradizione italiana nata nel 2011 per tutelare e promuovere la cultura di questo prodotto anche attraverso la comunicazione trasparente con il pubblico delle scelte del proprio lavoro e la formazione tra gelatieri, elevare il prodotto gelato a eccellenza culinaria nazionale, diffondere i valori etici di rispetto delle persone, della qualità del cibo, della stagionalità e dell’ambiente.

Proprio attraverso la ultima campagna di informazione di questa associazione, intitolata operazione trasparenza, Luca e i suoi colleghi gelatieri artigianali spiegano in quattro semplici punti le regole del vero gelato artigianale a tutela dei consumatori.   

Il gelato è più buono se sai come è fatto!

GELATO ARTIGIANALE, IL NOSTRO CONSIGLIO

Oggi giorno è molto facile trovare gelaterie che nella denominazione dell’impresa hanno un richiamo all’artigianalità ma che di genuino non hanno niente. Per trovare un gelato genuino e buono tre regole semplici e facili

  1. Non farsi ingannare dai colori intensi dei gusti che spesso sono artificiali.
  2. La stagionalità dei gusti è un ottimo indizio per riconoscere l’artigianalità del prodotto.
  3. Prima di prendere il gelato controllare sempre che ci sia il libro degli ingredienti. 

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Gelatina, gelateria artigianale e spazio culturale.

E’ scoppiata l’estate e cosa c’è di meglio di un buon gelato? ImmersioneinCucina vi racconta la storia di un’altra attività virtuosa , la gelateria Gelatina . Un posto unico in Italia: la prima gelateria con annessa una libreria dedicata al 100% al mondo del cibo e per di più tutta al femminile che si trova in delle vie principali di Genova, via Garibaldi.

GELATINA, UN OTTIMO GELATO IN COMPAGNIA DELLA CULTURA DEL CIBO 

Gelatina nasce a Marzo del 2017 e in poco tempo ha saputo farsi conoscere e trovare il suo spazio tra le migliori attività del settore. 

Il progetto imprenditoriale nasce da un’intuizione di Martina, proprietaria di Gelatina, la quale precedentemente faceva come mestiere la grafica. Il suo obiettivo con Gelatina è quello di mettere insieme l’esperienza nel campo dell’editoria e la tradizione gelatiera di famiglia. Nasce così  l’idea di aprire un locale che offra un ottimo gelato, partendo da materie prime di qualità,  affiancati da un offerta culturale incentrata sul food.

lo spazio culturale di Gelatina all’interno del locale

Accanto al gelato di alta qualità frutto di una ricerca accurata delle materie prime e ricette innovativepotete trovare anche una vasta offerta di caffetteria compostadai prodotti biologici e salutari come té e tisane biologiche, provenienti da piantagioni controllate e certificate, l’autentico caffè americano filtrato o quello d’orzo della Lunigiana tostato a legna e infine una seleziona di libri, in gran parte provenienti dal mondo Slow Food, incentrati su singoli alimenti, cucina gluten free, vegana e vegetariana da sfogliare nella sala lettura del locale.

GELATINA, LA LAVORAZIONE DEL GELATO.

Il gelato di Gelatina viene prodotto secondo il metodo naturale, mantecando a freddo giornalmente le materie prime selezionate, partendo da oli essenziali o infusi un misto tra questi ultimi, con il latte fresco della Liguria, frutta di stagione e privo di qualsiasi tipo di semilavorato industriale.

Gelatina fa parte di Gelatieri per il Gelato , il movimento culturale di valorizzazione del gelato tradizionale di tradizione italiana,  il quale nel disciplinare per la produzione del gelato artigianale prevede che si usino materie prime genuine, naturali, preferibilmente fresche e contatti diretti con il produttore delle stesse che si usano.
In poche parole un gelato etico e sostenibile, un prodotto di alta qualità che sia frutto di produzioni sostenibili dal punto di vista ambientale e che abbia rispetti il lavoro dei produttori della materia prima.

La gelateria è stata premiata anche dal Gambero Rosso come miglior gelateria emergente di Italia nella sua guida Gelaterie D’Italia 2020 e riconfermata nel 2021.

GELATINA, I GUSTI DA NON PERDERE

Se siete a Genova la visita da Gelatina è una tappa obbligata, in particolare per gli amanti del gelato. Durante il periodo estivo è più facile trovare gusti classici alla frutta, ma dal mese di Settembre in poi invece i gusti si fanno via via più innovativi con creme particolari.
Un gusto di gelato di cui di Gelatina va orgogliosa è il fior di basilico, sviluppato nel 2019 per aiutare i coltivatori della Val Polcevera duramente colpita dal disastro del ponte Morandi.

In occasione di Slow Fish 2021 invece si è creato il gelato fiorito a base di miele millefiori del Parco dell’Antola e acqua di fiori d’arancio amaro e 100% massa cacao Maracaibo.

il gelato di Gelatina
il gelato di Gelatina


A seconda della stagione altri gusti interessanti e da provare sono il gelato alla presciunseua,  tipico formaggio ligure, il gusto alla cassata in omaggio alla Sicilia o, quello a base di  mandorle di Noto presidio Slow Food, il gelato alla pera e pepe rosa, il caramello salato. Infine durante il periodo di feste pasquali potete trovare quello ispirato alla colomba pasquale e a Natale quello al pandolce genovese.

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tutela del pianeta, una storia virtuosa.

Immersioneincucina per onorare la ricorrenza della Giornata Mondiale dell’AmbienteWorld environment Day– istituita dalle Nazioni Unite nel 1974 affinché si crei una maggior consapevolzza e sensibilità per la tutela del nostro pianeta tra le persone e i governi mondiali, torna a parlarvi della problematica del cambiamento climatico.

Vi raccontiamo la storia virtuosa di Maria de los Angelesingegnere specializzato in energia rinnovabile alla Università de Chile e sorella di una grande amica d’infanzia di Francisca- 

L’ESPERIENZA DI MARIA DE LOS ANGELES, INGEGNERE AMBIENTALE PER LA TUTELA DEL PIANETA. 

Maria con il suo impegno contribuisce alla tutela del pianeta ed è un ottimo esempio da seguire.

A 16 anni ha iniziato a viaggiare lungo il Cile, spinta dalla voglia di conoscere ed approfondire flora e fauna del suo Paese, la formazione di ghiacciai, laghi e fiumi, volendo anche comprendere il funzionamento dell’ecosistema naturale al fine di tutelarlo di fronte alla crisi ambientale che riguarda il mondo di oggi.

In lei quindi crebbe sin da subito la consapevolezza di dover contribuire in prima persona a sensibilizzare sempre più persone sull’argomento sino a portarla alla decisione di imbarcarsi, per unirsi a progetti e spedizioni per la tutela dell’ambiente.

Tutela del pianeta: Maria intenta a separa il microplastico dal campione di acqua marina, durante la spedizione scientifica nel Pacifico del Nord.  
Maria intenta a separa il microplastico dal campione di acqua marina, durante la spedizione scientifica nel Pacifico del Nord.  

IL PROGETTO THE SWIM E IL PROBLEMA DELLA CONTAMINAZIONE DELLA PLASTICA IN MARE.

In particolare ha partecipato al progetto di ricerca The Swim sulla contaminazione delle acque dell’Oceano Pacifico provocate dal rilascio indiscriminato della plastica in mare. 

Questo le ha permesso di riscontrare con mano l’enorme inquinamento delle acque del nostro pianeta a causa delle attività umane legate alla produzione e alla dispersione della plastica da sempre nociva sia per l’ambiente sia per gli esseri viventi degli ecosistemi marini. Tutto questo si ripercuote inoltre sulla nostra alimentazione e salute. 

Durante gli ultimi anni l’argomento dell’inquinamento da plastica ha avuto maggiore rilievo ma ancora non c’è una reale cognizione del problema a livello globale, non si è fatto e non si fa abbastanza per affrontare seriamente il problema. 

La plastica non scompareSpesso si accumula in fondo ai mari oppure creando vere e proprie isole di rifiuti galleggianti -come nel caso della cosi detta Great Pacific Garbage Pacth, la più grande al mondo con un estensione pari alla penisola iberica-

Si continua a produrre tonnellate di plastica con la quale fabbricare oggetti che si utilizzano per un tempo limitato, destinati a produrre un’enorme scarto in breve periodo, che vanno a  danneggiare profondamente gli ecosistemi del nostro Pianeta. 

LA DENUNCIA DI MARIA, UNO SGUARDO VIGILE E ATTENTO AI TEMI AMBIENTALI.

Non ci sono capacità per riciclare la plastica in queste quantità.  E’ un materiale che fa male al pianeta.

La situazione é molto grave e tutti dobbiamo contribuire affinché ci sia un cambiamento di rotta. Per prima cosa bisogna fare pressione alla classe politica globale perché si attui una normativa che stabilisca la limitazione della produzione  di questo materiale molto rigida. Bisogna smettere di ragionare a breve termine perché le conseguenze interesseranno le future generazioni.

Dobbiamo cambiare i fondamenti del modello economico attuale che si basa sulla  crescita infinita e combattere la logica dell’usa e getta, favorendone una prospettiva volta alla salvaguardia ambientale

Le risorse naturali non sono infinite, dobbiamo rispettare la capacità e i tempi di rigenerazione in natura e non sovra-sfruttarla con logiche che rispondano solo al profitto delle imprese. 

Dobbiamo ripensare l’economia, i nostri stili di vita, il significato di quello che intendiamo come sviluppo perché il modello attuale è dannoso per l’ambiente. 

Maria de los Angeles lavora anche al progetto di ricerca con l’ organizzazione cientificos de la basura, in collaborazione con la Università Catolica del Norte, studenti e professori di tutto il Cile. L’obiettivo di questi ultimi è studiare il problema dei rifiuti nell’ambiente e proporre soluzioni utili e necessarie per affrontare le problematiche socio-ambientali. 

TUTELA DEL PIANETA, LA SECONDA VITA DEGLI OGGETTI.

tutela del piante: l'economia circolare, il futuro del nostro pianeta
l’economia circolare, il futuro del nostro pianeta

Di fronte ad un determinato prodotto bisogna entrare nell’ottica di domandarci quali materiali servono per produrlo? Quale sarà l’impatto ambientale di questo acquisto? E ancora cosa sarà dell’oggetto una volta finito l’utilizzo?  Sconfiggere la logica dell’usa e getta, dare ai beni di consumo una vita più lunga possibile.

Una buona pratica alla portata di tutti, con effetti tangibili e misurabili per contrastare il cambiamento climatico, che ognuno di noi può mettere in atto sin da subito è la cosi detta Second Hand Economy, ovvero l’economia dell’usato

Altro buon esempio di economia circolare è l’economia del riutilizzo che si basa sul fatto di non rispondere più al meccanismo del consumo ma ripristinare la funzione degli oggetti per evitare che diventino rifiuti e acquistare dei nuovi prodotti.

E’ davvero necessario comprare un’oggetto nuovo al primo problema che ci dà uno che abbiamo già, magari di recente acquisto? Meglio tentare prima di aggiustarlo o convertirlo ad altro utilizzo, sarà un risparmio per le vostre tasche e per le risorse limitate del pianeta. 

Entrare in quest’ottiche virtuose di economia circolare consente da una parte un risparmio di tipo economico e dall’altro scongiurare la dismissione in discarica degli oggetti, risparmiare sull’utilizzo di materie prime come plastica, alluminio e acciaio nel processo di fabbricazione e evitare una maggiore immissione di anidride carbonica dovuta alla nuova produzione.

La cultura della riduzione dei consumi, del recupero,  riuso e del riciclo degli oggetti è la chiave per trovare un nuovo equilibrio con la natura. Rivedere come e cosa consumiamo, può essere un eccellente contributo al benessere del nostro Pianeta!

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biodiversità marina

la biodiversità marina con NADIA REPETTO.

Maggio per noi è sinonimo di Slow Fish, la manifestazione biennale di Slow Food dedicata alla tutela delle risorse marine, della biodiversità ittica e delle comunità di pescatori. L’appuntamento si svolge nella nostra città, Genova, anche se nel 2021, in seguito alla pandemia, difficilmente si potrà tenere o almeno nella sua classica versione fieristica sarà inevitabilmente rimandata. Nonostante questo ImmersioneinCucina non rinuncia a parlarvi di questo importante evento in tutela della biodiversità marina.

DUE CHIACCHERE CON NADIA REPETTO, BIOLOGA MARINA E DIVULGATRICE SCIENTIFICA.

Per entrare in argomento di biodiversità marina abbiamo deciso di farlo attraverso le parole di un esperto del settore, Nadia Repetto -biologa marina, divulgatrice scientifica e membro nazionale Slow Food- con la quale abbiamo in comune un pezzo di percorso nell’ associazione a livello locale.

Nadia è autrice di numerosi testi scientifici e manuali di divulgazione a tema mare e pesca con il fine di unire il linguaggio scientifico con una comunicazione semplice ed efficace. Per chi fosse interessato ad approfindire, tra gli ultimi testi pubblicati, segnaliamo Le ragioni del tonno -storia, biologia, pesca e tutela- e Acciuga – storia, biologia, curiosità e divagazioni su un piccolo pesce.

UNA VISIONE COMUNE PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA’ MARINA

Biodiversità marina, obbiettivo 14 per lo sviluppo sostenibile - Agenda 2030 Nazioni Unite.
Biodiversità marina, obbiettivo 14 per lo sviluppo sostenibile – Agenda 2030 Nazioni Unite.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è il programma d’azione per la sostenibilità del nostro pianeta sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Tra i 17 obbiettivi posti dalle Nazioni Unite vi è anche la tutela della biodiversità marina.

Gli oceani del mondo – la loro temperatura, la loro composizione chimica, le loro correnti e la loro vita – influenzano i sistemi globali che rendono la Terra un luogo vivibile per il genere umano.
L’acqua piovana, l’acqua che beviamo, il meteo, il clima, le nostre coste, molto del nostro cibo e persino l’ossigeno presente nell’aria che respiriamo sono elementi in definitiva forniti e regolati dal mare.

Le pratiche inquinanti dell’uomo incidono pesantemente sul declino del mare anche se è più difficile vederne gli effetti.

Nel mare convivono piante, pesci, crostacei, molluschi e mammiferi, il loro habitat è un fragile ecosistema in stretta correlazione con l’ambiente che li circonda.

E’ urgente attuare una politica globale che tuteli i mari, non basta infatti avere una visione locale in materia perché spesso potrebbe esser limitante e portare a un danneggiamento delle acque limitrofe.

Occorre una visione comune che porti ad un ripensamento del sistema di pesca delle risorse ittiche che troppo spesso è causa di una cattura maggiore rispetto alla capacità di riprodursi delle specie ittiche.

E’ necessario riformulare le leggi che regolamentano il metodo di cattura dei pesci nelle acque. Questo attualmente viene condotto specie dalle grandi imprese ittiche attraverso l’uso di reti a strascico, causando la distruzione dei fondali e della biodiversità marina in maniera spesso irreversibile.

Bisogna porre un limite allo sfruttamento delle coste e allo sviluppo di molte attività economiche e industriali che con la loro azione danneggiano irriparabilmente le nostre acque, inquinandole.

Serve riprogettare il sistema di parchi e aree marine protete e utilizzare le nuove tecnologie per monitorare il divenire dei fenomeni biologici. Costruire una rete sinergica e coordinata per tutelare le risorse marine e ittiche che condividiamo risulta fondamentale oggi più che mai.

IL MEDITERRANEO, UN MARE CHE HA ACCOMPAGNATO LO SVILUPPO DI GRANDI CILVILTA’

In particolare il mar mediterraneo poiché è simile ad piccolo oceano chiuso in se stesso, è più esposto alle contaminazioni provocate dall’attività umana sui fondali e sui flussi delle correnti che si sommano all’inquinamento chimico.

Il mar medierraneo nonostante il suo bacino piccolo (1% delle acque globali) è ricco di biovidersità marina arrivando a contenere circa il 10% del totale della popolazione ittica mondiale. E’ un mare temperato e quindi ricco di specie particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici e questo lo rende un mare dall’ecosistema fragile più di altri. Proprio per questa sua particolarità è necessario un grosso cambiamento sulle scelte intraprese a economico e culturale.

Nonostante il mar Mediterraneo sia ricco di biodiversità marina e la pesca sia potenzialmente molto versatile, a livello europeo la cattura delle specie ittiche viene dirottata verso quella dei mari nordici decisamente più redditizia. Questo comporta un sovra-sfruttamento incessante di 5-6 tipologie che sono messe seriamente in pericolo di estinzione.

Biodiversità marina, Food for Change – Slow Fish

COSA POSSIAMO FARE NOI?

In questo contesto entra in gioco il consumatore che ha il potere di indirizzare le scelte di mercato, acquistando determinati prodotti sostenibili invece che altri contribuendo così alla salvaguardia di alcune specie seriamente in pericolo di estinzione.

Vi suggeriamo alcune semplici regole da attuare, quando è possibile, nei vostri acquisti.

  • evitare di comprare sempre le stesse tipologie di pesce di grossa taglia sovra-sfruttate (pesce spada, orata, branzino, salmone, tonno, merluzzo) ma alternare con pesce locale di varietà meno conosciute ma ugualmente valide. Vi si aprirà un mondo!
  • acquistare prodotti ittici che rispettino i periodi di riproduzione stagionale.
  • preferire il pesce fresco invece che quello di acquacultura poiché spesso gli allevamenti contribuiscono all’inquinamento delle acque.

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kilo, la Sfuseria dei vicoli

Questa volta niente ricette, vi vogliamo parlare di un’ attività virtuosa nella nostra città, Genova. Stiamo parlando della sfuseria Kilo che si trova in pieno centro storico della nostra città, più precisamente in via Ravecca 51r per i nostri concittadini.

Una vera e propria piccola bottega di quartiere come quelli di una volta versione 2.0 nel cuore di Genova specializzata nella vendita di prodotti sfusi di qualità selezionati tra piccole e medie realtà italiane. Qui si può acquistrare la merce a peso, utilizzando e ricliclando i propri contenitori. Facendo non solo una azione di risparmio ecologico ma anche un favore al nostro portfoglio.

LA STORIA DI OLGA, PROPRIETARIA DELLA SFUSERIA KILO.

Olga è arrivata dall’Uzbekistan in Italia da bambina, a 10 anni e dopo un passato nei negozi della moda a Milano ha deciso di cambiare vita.

Il suo percorso personale è nato dalla presa di coscienza che la raccolta differenziata non basta per salvare il nostro pianeta dalla massa enorme di rifuiti.

L’idea di aprire un’attività commerciale basata sul concetto di zero waste si è formata prendendo spunto da esperienze già avvitate in Paesi diversi dal nostro, Stati uniti piuttosto che Nord Europa, i quali sulle pratiche ambientalmente sostenibili e sul ritorno allo sfuso sono più sensibili.

Con la decisione in testa di trasformare la sua sensibilità ambientale in un mesterie ha cominciato la sua ricerca di fornitori. Puntando sul mondo alternativo alla grande distrubuzione -il principale contribuente all’inquinamento da packaging- e trovando tante piccole-medie realtà di produttori. In questo modo ha scoperto aziende agricole e laboratori artigianali, stringendo rapporti umani diretti tra rivenditore e produttore senza intermediari.

i biscotti artigianali della sfuseria Kilo
i biscotti artigianali della sfuseria.

L’OFFERTA DELLA SFUSERIA KILO.

L’offerta commerciale è in parte proveniente da filiera corta con cui si vanno a premiare lavorazioni artigianali dei produttori liguri, toscani, piemontesi ma anche di kilometraggio più ampio alimentando così le economie locali dell’Italia meridionale. Fanno parte di questi ultimi prodotti artigianali come i taralli della Puglia piuttosto che le mandorle di Sicilia.

Nel negozio di Olga oltre ai prodotti alimentari -pasta, riso, biscotti, lugumi, spezie, frutta secca- si possono trovare anche prodotti per la cura e l’igene personale – saponi, dentifrici e shampoo vegetali e in forma solida- ma anche per i nostri indumenti.

Tutto è rigorosamente venduto sciolto, lei fa la tara sulla bilancia e si acquista soltanto il prodotto senza pagare il superfluo -spesso dannoso per l’ambiente-.

Un servizio in più è quello della consegna a domicilio, anche questo nel rispetto dell’ambiente. Infatti Olga affida questo compito a ragazzi in bicicletta per le consegne entro il centro storico e per le distanze maggiori si serve di eco-van.

il sapone vegetale dell sfuseri Kilo
il sapone vegetale della sfuseria Kilo

COMPRARE IN SFUSERIA, ADOTTARE UNA MENTALITA’ DI CONSUMO GREEN.

Non è un segnale da poco, infatti decidere di acquistare uno di questi prodotti sfusi significa iniziare ad adottare una mentalità di consumo green.

Fare a meno degli imballaggi e contenitori, spesso in plastica o di materiali misti non ricliclabili, vuol dire dare una chanche in più al pianeta che dipende esclusivamente dalle nostre scelte quotidiane. Queste scelte di consumo fatte, possibilmente con costanza, da ognuno di noi significano una vera e propria rivoluzione ambientale e possono incidere sulle scelte di produzione delle imprese. Tante goccie di acqua fanno il mare!

In Italia e non solo questo tipo di attività commercile all’insegna del minor spreco in cui è possibile acquistare prodotti a “peso”, sfusi senza imballaggi di nessun tipo e spesso prodotti da aziende agricole o da artigiani nelle nostre vicinanze stanno diffondendosi a macchia d’olio: dai cereali alla pasta, dall’olio al vino, fino prodotti per la casa.

Un commercio che respinge l’idea dell’usa e getta e che premia sempre di più il concetto del rifiuto zero creando un circuito molto virtuoso.

E allora cosa aspettiamo? Armiamoci delle nostre borse di stoffa, barattoli di vetro o contenitori riciclati di plastica e andiamo a fare compere che giovano il nostro portafogli e nello stesso tempo ambientalmente sostenibili. Cerca anche tu le sfuserie e negozi alla spina più vicini a casa tua.

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Slow Fish, l’altro pesce!

Nel 2017, dopo aver vissuto il Salone del Gusto e Cheese, abbiamo partecipato a pieno all’edizione di Slow Fish, la manifestazione biennale di Slow Food dedicata alla tutela dellerisorse marine, della biodiversità ittica e delle comunità di pescatori che producono in matiera sostenibile, che si svolge proprio nella nostra Genova.

FISH A PORTER , L’INNOVATIVA INIZIATIVA DI SLOW FISH.

Oltre ai tradizionali Master of Food, corsi di cucina, mercato dei produttori, proiezioni di film e conferenze dedicate al tema della manifestazione -che di solito compongono l’offerta di ogni evento di Slow Food– la novità è rappresentata dall’iniziativa Fish A porter.
L’ iniziativa consisteva nell’accompagnare le persone al mercato del pesce -appositamente organizzato dall’organizazione della manifestazione- illustrare la varietà di pesci che si possono utilizzare in cucina e contemporaneamente dare un consiglio pratico nella spesa della materia prima. 

In questo modo i visitatori potevano imparare storie e curiosità legate ad un particolare piatto di pesce o sulla sua preparazione dello stesso e contemporaneamente acquistare prodotti ittici sostitutivi ad altri, troppo spesso sfruttati dalla pesca industriale.

Slow Fish
Slow Fish: tanti pesci nel mare, più sostenibili

IL POTERE DEL CONSUMATORE

Il consumatore ha un potere rilevante nelle sue mani che può determinare un cambio del mercato, acquistando determinati prodotti sostenibili invece che altri.

Se richiedete sempre le stesse 5-6 tipologie di pesce sovra-sfruttate (pesce spada, orata, branzino, salmone, tonno, merluzzo) i produttori saranno portati ad offrire sempre lo stesse varietà e le grandi imprese ittiche continueranno, dannosamente, ad insistere sugli stessi animali mettendo seriamente in pericolo di estinzione alcune specie.

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