cheviche

GASTRONOMIA PERUVIANA.

Zaino in spalla alla scoperta della gastronomia peruviana ! Per il nostro viaggio di nozze, nel 2017, abbiamo scelto il Perù  per la grande biodiversità che si riflette anche sulla gastronomia del Paese.

Il territorio peruviano è diviso in tre grandi regioni: costa, altopiano e amazzonia o selva questa fa si che si possa coltivare e far crescere una grande varietà di prodotti agricoli.

GASTRONOMIA PERUVIANA, UN INTRECCIO TRA PIU’ CULTURE CULINARIE.

La cucina locale è caratterizzata dalla fusione di più culture gastronomiche, le quali si sono mescolate negli ultimi secoli.

I piatti spagnoli a base di riso si sono intrecciati con i sapori autoctoni delle regioni amazzoniche che hanno dato vita alla cucina criolla. Successivamente gli schiavi neri arrivati in Perù, ai tempi delle colonie nel nuovo mondo, hanno inserito le interiora nella gastronomia locale. L’emigrazione cinese e poi giapponese nel Paese ha introdotto i fritti tipicamente asiatici e le preparazioni a base di pesce crudo e infine gli italiani hanno esportato la cultura della pasta.

La base della cucina peruviana tuttavia non può fare a meno di prodotti nativi come le patate -più di 3000 varietà attualmente esistenti!-, il mais 16 varietà- e il peperoncino -12 varietà- e la quinoa -di questo cereale sacro agli Inca si può trovare oltre che bianco anche rosso e nero- conosciuti e coltivati fin dai tempi più remoti dalle culture pre-hispaniche che hanno abitato il Perù.

I PIATTI TIPICI DELLA CUCINA PERUVIANA E LA GASTRONOMIA REGIONALE

La cucina peruviana si esprime in varianti regionali, un pò come in Italia, ma ci sono piatti che sono delle vere e proprie specialità in tutto il Paese: 

  1. La papa a la huancaina, ovvero patate servite fredde ricoperte di una salsa di formaggio.
  2. La causa limeña, è una terrina composta di una base di patate, verdura e pollo o pesce. 
  3. Il cevicheQuest’ultimo è considerato il simbolo della gastronomia peruviana, si incontra in mille varianti diverse ma la base è composta di pesce freddo misto condito con lime, cipolle e peperoncino piccante.
gastronomia peruviana, la causa limeña.
gastronomia peruviana, la causa limeña

Se volete degustare la vera cucina tradizionale peruviana noi consigliamo vivamente il ristorante dello chef Gaston Acurio a Cuzco, e nella capitale Lima Amaz -ristorante specializzato in piatti della zona amazzonica del Paese- e il Central dello chef Virgilio Martinez. Tutti da prenotare con molta anticipazione nel caso di visita in Perù, sono un vero viaggio gastronomico nel viaggio.

LA COSTA

Sulla costa nei menù dei ristoranti si incontra molto pesce. Uno dei piatti tipici – oltre al ceviche onnipresente-, sono tipico sono las conchitas a la parmesana (capesante al forno con formaggio) che a nostro parere quest’ultimo ammazza un pò il pesce ma ovviamente va a gusti personali.

Un altro piatto di pesce che si incontra spesso nei locali è il pulpo al olivo , ovvero polpo in salsa di olive e in generale il polpo è un ingrediente che si trova in varie preparazioni come il granchio.

LA ZONA DEGLI ALTOPIANI

Spostandosi nella zona degli altopiani e salendo di altitudine comincia a comparire la carne di alpaca in mille varianti diverse, dagli spiedini alla bistecca.

Un tipico piatto di questa zona è il recoto relleno, peperone rosso ripieno di carne molto piccante! Raccomandato per la temperatura fredda di questi luoghi il caldo de gallina, una minestra nutriente a base di brodo di gallina.
In generale in Perù sono ottime le zuppe. Una di queste che abbiamo incontrato fenomenale è la sopa a la criolla, a base di brodo di manzo, pasta, patate e uova.

LAGO TITICACA E CUZCO

Se si va verso il Lago Titicaca e la zona di Cuzco si trova il pesce di fiume o di lago. Molto servita in questa zona è la trucha, simile alla trota salmonata. Buona anche il chupe de camarones, zuppa a base di gamberi di fiume. Tra le zuppe sempre presente è quella di quinoa.

A Cuzco abbiamo imparato, in un corso di cucina a preparare il Chinotto, che non è la bevanda a base dei questo frutto come siamo abituati in Italia, bensì la variante locale del risotto con la quinoa.

gastronomia peruviana, il risotto con la quinoa
gastronomia peruviana, il risotto con la quinoa

LE BEVANDE TRADIZIONALI


Tra le bevande tradizionali che abbiamo provato c’è la chicha morada, una bevanda analcolica a base di mais viola e spezie. La variante alcolica si chiama semplicemente chica ed è simile alla birra.

Molto ultili per il mal di montagna e per lo stomaco infine sono le bevande a base di erbe, in particolare il mate di coca o di muña che è un parente della menta. Si può trovare anche il mix composto da queste due più la chachacoma, un tocca sana!

Sapevate che il Perù è anche un grande produttore di cacao dei più raffinati al mondo? Ma questa è già un’altra storia che vi racconteremo in un altro episodio del nostro blog. Continuate a leggerci!

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Vi piace viaggiare con noi? Continuate la leggerci su questo tema tramite i tag o la ricerca all’interno del blog delle parole chiave viaggi gastronomici o turismo gastronomico . Vi porteremo in tanti altri luoghi italiani e non.

viaggio nella gastronomia belga

Zaino in spalla alla scoperta della gastronomia belga! Sbarcati a Bruxelles , come è nostra abitudine da amanti della gastronomia, ci siamo subito messi a curiosare tra i prodotti tipici del luogo.

UN PAESE DEI BALOCCHI FATTO DI CIOCCOLATA

Nelle vie dell’affascinante capitale belga si vive un’atmosfera magica che ti fa ritornare bambino. Nel centro storico a ogni scorcio incontri bei negozi specializzati in vendita di cioccolato, caramelle, biscottini e dolci in generale; vicoletti pieni di colori, odori e gusti che quasi ti catapultano nel set del film La fabbrica di cioccolato di Tim Burton.

La capitale belga vanta una grande tradizione di maîtres chocolatiers. Tra le piazze e i palazzi maestosi del centro si trovano le più rinomate botteghe artigiane, come Godiva Chocolatier o Wittamer, che sono considerate delle vere e proprie boutique del cioccolato. Inoltre in questa affascinante città si può visitare anche il museo del cioccolato: il Musée du Cacao et du Chocolat de Bruxelles.

GASTRONOMIA BELGA, NON SOLO CIOCCIOLATA…

birra belga
gastronomia belga: le famose birre belge , frutto di una secolare tradizione.

Altro prodotto tipico di questa parte d’Europa sono è il cosiddetto Waffle, conosciuto anche come Gaufre, questo dolce che assomiglia a un alveare si può trovare in diversi paesi europei come la Germania, la Francia, i Paesi Bassi e la Scandinavia. È una cialda cotta su doppie piastre roventi, il che le conferisce un caratteristico aspetto goffrato; è fatta di latte, uova, burro, farina, zucchero e lievito di birra e di solito è accompagnata con zucchero a velo, panna, cioccolato o frutta.

La gastronomia belga si caratterizza anche per le sue famose birre, la cui produzione risale al medioevo. Ancora oggi i frati benedettini portano avanti questa tradizione, le antiche e segrete ricette in molti casi non sono mai uscite dalle abbazie.

La cucina belga ha avuto una grande influenza dalla vicina Francia e ciò si può notare da molti piatti presenti nei menù dei ristoranti e bistrot che si ritrovano nei due Paesi, come il paté di campagna, il croque monsieur e vari formaggi.

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Vi piace viaggiare con noi? Continuate la leggerci su questo tema tramite i tag o la ricerca all’interno del blog delle parole chiave viaggi gastronomici o turismo gastronomico . Vi porteremo in tanti altri luoghi italiani e non.

CHEESE, UN MONDO DI FORMAGGIO

Nel 2015, dopo il Salone del Gusto – il nostro primo contatto con il mondo di Slow Food e nello stesso tempo il primo articolo di questo blog- abbiamo aspettato con trepida attesa il momento della manifestazione internazionale della stessa organizzazione dedicata ai prodotti caseari: Cheese .

CHEESE, UN POPOLO CHE SI VESTE A FESTA PER CELEBRARE UN MONDO FATTO DI FORMAGGIO

La cittadina piemontese di Brà (CN) – dove il movimento della chiocciola ha mosso i suoi primi passi – ospita ogni due anni questo evento. Da come abbiamo potuto vedere con i nostri occhi, il paese si mette totalmente a disposizione per questa manifestazione: dalla stazione ad ogni angolo del grazioso centro urbano è inondato dallo spirito e dagli stand di Cheese.

E’ sorprendente, come in occasione di questa manifestazione, persone di ogni dove animino questo piccolo luogo in mezzo alle Langhe, un popolo che si veste a festa per celebrare un mondo fatto di formaggio!

Cheese non fa eccezione, è strutturato sullo schema delle altri eventi di Slow Food. Un grande mercato a perdita d’occhio popolato dagli stand dei Presidi Slow Food con i loro prodotti agroalimentari, laboratori pratici di cucina, laboratori del gusto che poi non sono altro che classi di degustazione tutto legato al tema centro della manifestazione, il formaggio.

Ma la vera peculiarietà delle manifestazioni di Slow Food, e Cheese non fa eccezione, sono le conferenze – in questa occasione chiamate laboratori del latte– dove l’associazione narra a propria visione a difesa del cibo di qualità attraverso la filiera pulita – ovvero che non contenga sostanze nocive per il nostro pianeta e per la salute dell’uomo- e attenta alla tutelare l’esistenza dignitosa dei produttori e lavoratori. In tre parole buono, pulito e giusto, appunto lo slogan di Slow Food.

FORMAGGIO ARTIGIANALE VS PRODOTTI INDUSTRIALI

La novità di questa edizione di Cheese sono state le dimostrazioni comparative -un nuovo format di iniziativa-  mirate non a demonizzare i prodotti industriali -comque di alta qualità- quanto a dimostrare le differenze con i prodotti artigianali al fine di informare ed educare il consumatore.  

Noi abbiamo partecipato a varie di queste iniziative specifiche ma quella che ci è rimasta più impressa è stata la comparazione dello stracchino in C’è stracchino e stracchino.

Un confronto alla cieca in cui solo il gusto poteva essere il parametro di valutazione, tra il classico stracchino di color bianco, facilmente spalmabile -che troviamo in ogni supermercato- e l’altro formaggio artigianale più stagionato che è l’autentico stracchino prodotto secondo l’antica maniera.

Non avreste mai detto che il secondo fosse uno stracchino perché il colore, la consistenza, il gusto, la stagionatura e anche il profumo del prodotto sono totalmente diversi.

Un esempio di come il cibo industriale ci abbia indotto a gusti e sensazioni visive e olfattive diverse dal origine degli alimenti. 

SLOW FOOD, NON SOLO CIBO.

Cheese, filosofia Slow Food
filosofia di Slow Food

Dietro questo mondo questo c’è una filosofia di vita ben precisa la quale porta avanti idee sulla tutela socio-economica dei piccoli produttori, il benessere animale, la biodiversità agroalimentare e culturale di intere popolazioni e di questo pianeta.

Andare a queste manifestazioni significa sopratutto conoscere e coprendere la filosofia di cui Slow Food si fa promotore. 

L’associazione non è meramente, come spesso si crede erroneamente,  un’insieme (o almeno non solo) di forchettoni buongustai e di appassionati di cultura gastronomia.

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Siete interessati ai nostri articoli alla scoperta di scelte virtuose che contribuiscono alla salvaguardia del pianeta e alla tutela della biodevidersità? Continuate la lettura sul tema tramite il tag o la ricerca all’interno del blog della parola chiave attività virtuose . Vi racconteremo il meglio di questo mondo!

GASTRONOmia umbra, alla scoperta di un territorio.

Siamo andati, zaino in spalla, alla scoperta di una regione stupenda che ci è rimasta nel cuore l’Umbria e della sua gastronomia

Questa regione oltre ad avere tanti posti bellissimi, pieni di pace e tranquillità, ha una delle migliori cucine regionali del nostro paese. 

UNO STILE DI VIAGGIO SLOW DEDICATO ALLA CONOSCENZA DEL TERRITORIO

Per noi di ImmersioneinCucina viaggiare significa anzitutto abbandonsarsi alla conoscenza del territorio, questo vuol dire anche una vera e propria immersione nella gastronomia del luogo.

Anche questa parte del centro-italia non ha fatto eccezzione: abbiamo visitato le maggiori città e minori paesini e, come nostro solito, siamo andati in cerca delle osterie più tipiche e di qualche ristorante stellato per godere al massimo l’esperienza anche dal punto di vista enogastronomico. 

Vi consigliamo di fare la stessa cosa in ogni posto che andate, non cercate i piatti già conosciuti ma siate curiosi dei piatti locali. Ne deriverà senz’altro una ricchezza culturale perchè è soltanto conoscendo anche i prodotti e la cucina di un territorio si conosce veramente un popolo.

In 10 giorni siamo passati dalla degustazione del famoso vino rosso Sagrantino di Montefalco arrampicandoci fino alla piazza principale del Paese, assaggiato in tutte le salse il tartufo nero di Nocia, la cioccolata nel perugino, le zuppe di cereali e legumi locali e degustato in varie forme la carne di razza chianina del posto, i salumi e la cacciagione. Abbiamo anche provato il piccione!

Una cosa è certa, è difficile mangiare male in Italia ma ogni posto ha la sua cultura enogastronomica, ogni zona i suoi piatti tradizionali, ogni territorio i suoi prodotti alimentari specifici. E’ anche questo il bello del nostro paese. 

GASTRONOMIA LOCALE SAPORI, GUSTI, PROFUMI DA NON PERDERE

  1. La carne e selvaggina sono il cuore della cucina regionale. Non importa se cinghiale, piccione, animali da cortile, carni bovine di razza chianina o maiale, la troverete ovunque e in mille modi. Gli umbri sono specializzati nella produzione fin dal medioevo infatti e nata da qui il nome norcino ossia salumiere dalla città umbra di Norcia.
  2. L’altra specialità da assaggiare almeno un paio di volte sono le zuppe di legumi e cereali. Una vera delizia per il palato.  In Umbra le minestre di legumi sono preparate dalla notte dei tempi, sono secoli e secoli infatti che le popolazioni locali preparano dentro contenitori di terracotta (particolarmente indicati per queste preparazioni) questi alimenti ricchi di proteine, economici e disponibili in ogni stagione dell’anno.  In questo contesto da segnalare le lenticchie di Castelluccio e la cicerchia di Serra de Conti – un tipo particolare di legume locale- e il grano saraceno delle zone montuose della Valnerina.
  3. Ovviamente non dimenticate di accompagnare queste pietanze con un bel calice di Sagrantino che può anche essere gustato al fine pasto come passito con i suoi biscottini tipicii tozzetti.  

TAG UTILI E PAROLE CHIAVE

Vi piace viaggiare con noi? Continuate la leggerci su questo tema tramite i tag o la ricerca all’interno del blog delle parole chiave viaggi gastronomici o turismo gastronomico . Vi porteremo in tanti altri luoghi italiani e non.