Castagnaccio ligure, una ricetta che profuma d’autunno.

Immersioneincucina continua il suo viaggio tra i sapori autentici della gastronomia ligure con uno dei dolci più antichi e simbolici della regione: il castagnaccio, o castagnascia in dialetto. Una torta semplice e genuina, profondamente radicata nella tradizione rurale dell’Appennino e della costa ligure.

In Liguria il castagnaccio è il dolce autunnale per eccellenza, preparato tra ottobre e dicembre, quando nei mercati arriva la farina di castagne nuova, profumata e appena macinata.

Il pane dei poveri, origini e curiosità.

Un tempo le castagne erano conosciute come il “pane dei poveri”: bastavano farina, acqua e olio extravergine d’oliva per ottenere un dolce nutriente, alla portata anche delle famiglie più umili.

La ricetta ha origini antiche, risalenti almeno al Medioevo, quando la farina di castagne — conservabile a lungo, energetica e incredibilmente versatile — rappresentava uno degli alimenti fondamentali delle zone interne della Liguria e dell’Appennino ligure–tosco–emiliano.

La tradizione popolare vuole persino che il castagnaccio fosse un dolce “portafortuna” in amore: si diceva infatti che una ragazza, offrendo una fetta a un giovane, potesse conquistarne il cuore.

Oggi questa ricetta è ancora molto amata e diffusa soprattutto nelle valli genovesi — Val Polcevera, Val Trebbia, Valle Sturla — ma anche nella Val Graveglia, nello spezzino, e in molte zone dell’entroterra savonese e imperiese. Immancabile nelle feste dei borghi e nelle sagre della castagna, il castagnaccio racconta, a ogni morso, una storia di semplicità, natura e tradizione.

CASTAGNACCIO , QUALI INGREDIENTI USARE? (UNA TEGLIA MEDIA)

L’ingrediente protagonista di questa ricetta è la farina di castagne, la stessa che da secoli dà vita a uno dei dolci più antichi e identitari della Liguria. Una preparazione semplice e “povera”, ma incredibilmente ricca di storia, che ancora oggi profuma di boschi, di autunno e di tradizione.

Nel tempo, la ricetta originale ha dato vita a infinite interpretazioni: c’è chi aggiunge noci o nocciole per un tocco più croccante, chi sostituisce i semi di finocchio con rosmarino fresco, e chi profuma la pastella con un goccio di liquore. Qualunque variante scegliate, ricordate una cosa: il castagnaccio è un dolce che premia la semplicità.

Noi vi proponiamo la versione più fedele alle origini quella che ricorda da vicino il castagnaccio preparato un tempo nelle case dell’entroterra ligure.

  • 500 grammi di farina castagne
  • 70 grammi uvetta
  • 40 grammi pinoli 
  • 1 cucchiaino semi finocchio
  • 100 ml olio evo
  • Acqua
  • Un pizzico di sale
Il castagnaccio, uno dei dolci più antichi e simbolici della gastronomia ligure. Preparazione autunnale per eccellenza.
Castagnaccio ligure by ImmersioneinCucina, fase 5 teglia e decorazione.

CASTAGNACCIO, COME SI FA?

Il castagnaccio è delizioso appena sfornato, quando è ancora tiepido, ma dà il meglio di sé dopo qualche ora — e qualcuno dice addirittura il giorno dopo! Accompagnatelo con una tazza di tè, un bicchiere di vino dolce o semplicemente così com’è.

  1. Per prima cosa, setacciate la farina in una ciotola ampia. Aggiungete un pizzico di sale e iniziate a mescolare, versando l’acqua poco alla volta: dovete ottenere una pastella morbida, quasi liquida, liscia e senza grumi.
  2. Unite l’olio extravergine e date ancora qualche mescolata.
  3. Lasciate riposare l’impasto una notte in frigorifero. Cosi facendo l’amalgama sarà più intenso e il castagnaccio verrà ancora più buono!
  4. Il giorno dopo mettete l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per una decina di minuti, quindi scolatela e asciugatela.
  5. Ungete una teglia dai bordi bassi e versate il composto. Decorate la superficie con uvetta, pinoli e semi di finocchio: sono loro a dare al castagnaccio quel profumo antico e inconfondibile.
  6. Infornate a 180°C (forno già caldo) per circa 30 minuti.
    Il castagnaccio è pronto quando sulla superficie compariranno le classiche crepe, segno che la farina ha assorbito perfettamente tutta l’umidità.

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MUSCOLI RIPENI ALLA SPEZZINA

Immersioneincucina continua il suo viaggio tra i sapori della cucina ittica ligure con i muscoli ripieni, un grande classico della tradizione gastronomica spezzina. Una ricetta che profuma di casa, di porto, e di convivialità.

È grazie al legame affettivo con la terra spezzina — dove affondano alcune delle nostre radici — che questa ricetta è entrata a far parte del nostro patrimonio gastronomico familiare. Per gli autori di questo foodblog non è solo un piatto: è un pezzetto di storia che si tramanda, un sapore che parla di luoghi, persone e momenti vissuti. Cucinare, per noi, è questo: un gesto d’amore, un modo per trasformare i ricordi in sapori..

MUSCOLI, COZZE, MITILI…

Stiamo parlando del mollusco conosciuto ai più con il nome di cozza o di mitilo anche se, come spesso accade in Italia per tanti prodotti alimentari, basta spostarsi di regione in regione per trovare diverse denominazioni dello stesso alimento. In Liguria siamo soliti chiamarli muscoli.

I muscoli vengono allevati e raccolti nel suggestivo Golfo dei Poeti, una perla del Mar Ligure che si estende tra Lerici e Porto Venere, in provincia della Spezia. Un angolo di costa incantevole, dove la mitilicoltura – ovvero l’allevamento dei mitili – ha radici profonde.

Questa tradizione risale agli ultimi decenni dell’Ottocento, anche se già gli antichi Romani avevano intuito le potenzialità di questi molluschi e tentarono i primi allevamenti. Da allora, i muscoli sono diventati protagonisti della cucina ligure, tanto da rappresentare un vero e proprio simbolo del territorio.

ma andiamo alla nostra ricetta!

MUSCOLI RIPIENI ALLA SPEZZINA , QUALI INGREDIENTI USARE? per 4 porzioni

Il periodo migliore per gustare i muscoli va da Maggio ad Agosto, quando sono più saporiti e carnosi. Non a caso, esiste anche un antico detto popolare -che in generale si riferisce a tutti i frutti di mare- il quale consiglia di evitare di consumarli durante i mesi con la R: i mesi autunnali e invernali che conincidono con i periodi riproduttivi.

  • 65 muscoli di misura media
Muscoli ripieni alla spezzina by immesioneinCucina, fase 6.
Muscoli ripieni alla spezzina infarciti by immesioneinCucina, fase 6.

per il ripieno

  • un uovo (facoltativo)
  • 150 gr. mortadella 
  • 2 spicchi d’aglio
  • mollica di pane
  • latte
  • parmigiano

per la salsa

  •  250 gr di pomodoro pelati
  • un bicchiere di vino bianco fermo
  • 2 spicchi di aglio 
Muscoli ripieni alla spezzina by ImmersioneinCucina: fase 3.
Muscoli ripieni alla spezzina by ImmersioneinCucina: fase 3.

MUSCOLI RIPIENI ALLA SPEZZINA, COME SI FA?

  1. Pulite bene i muscoli sotto l’acqua corrente, eliminando tutte le incrostazioni e la barbetta.
  2. Apriteli rigorosamente a crudo, per evitare che si schiudano durante la cottura e si perda così il ripieno. E tenetene da parte una quindicina: serviranno per preparare il composto con cui farcire gli altri.
  3. L’apertura dei muscoli è una fase delicata. Aiutatevi con un tagliere e un coltello a lama corta e punta affilata (vedi foto): fate una leggera leva di torsione sulla valva per spezzare il legamento che tiene unite le due metà, poi fate scorrere la lama intorno al mollusco, aprendolo solo parzialmente. Se tutto va bene, sentirete un piccolo clack quando il muscolo cede.
  4. Passate ora alla preparazione del ripieno. Tritate nel mixer i muscoli messi da parte, la mortadella spezzettata, l’aglio e il prezzemolo. Ammorbidite la mollica di pane nel latte e poi strizzatela bene. Unite il tutto in una ciotola con il parmigiano, l’uovo e una generosa macinata di pepe. Se vi piace, potete aggiungere anche della maggiorana fresca. Aggiustate di sale solo se necessario.
  5. Farcite con questo composto i muscoli aperti, aiutandovi con un cucchiaino.
  6. In un tegame largo e ben oliato fate soffriggere dolcemente l’aglio e il prezzemolo tritati. Sfumate con un po’ di vino bianco a fuoco vivo, quindi abbassate la fiamma e unite i pomodori.
  7. Sistemate i muscoli farciti nel sugo e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 15 minuti. 

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Acciughe ripiene alla genovese

Immersioneincucina ritorna su uno dei prodotti ittici più amati in Liguria, l’acciuga e questa volta proposta in versione ripena secondo la ricetta tradizionale genovese.

Le acciughe passano davanti alle coste liguri (e non solo) da fine primavera agli scoggioli del periodo estivo ma il culmine dell’attività di pesca è prioprio durante il mese di Giugno, quando c’è maggior abbondanza e il consumo di esse è facilitato anche dai bassi prezzi di questo prodotto.

In Liguria l’acciuga è un ingredente protagonista nella cucina Ligure, regina dell’estate in svariate sagre -come quella di Teriasca vicino a Sori nella prima settimana di Giugno o quella di Monterosso nelle Cinque Terre nella terza settimana dello stesso mese- , numerose ricette della gastronomia regionale e varie produzioni a base di questo pesce che vanno dalla pasta di acciughe alle stesse sotto sale o in olio.

ACCIUGHE RIPIENE ALLA GENOVESE, CHE INGREDIENTI USARE? Per 4 persone 

Acciughe fresche del mar Ligure dal sapore asciutto, marcatamente sapido.
Acciughe fresche del mar Ligure dal sapore asciutto, marcatamente sapido.

Per il ripieno delle acciughe l’ingredente base è il pane raffermo. Questo non deve essere eccessivamente indurito poiché l’idea è quella di creare un agglomerato di pane “profumato” con capperi, acciughe sotto sale, erbe aromatiche che si reidrati con le uova. Inoltre, per funzionare bene il pane deve essere ricco di mollica e povero di crosta, l’ideale è la classica pagnotta casereccia. Si puo usare come erba aromtica anche la maggiorna , origano o prezzemolo.

In Liguria c’è anche un’altra versione particolare nella zona dello spezzino, la quale prevede anche l’aggiunta di mortadella e timo.

  • 40 acciughe fresche
  • 1 uovo
  • 1 etto e mezzo pane raffermo
  • 60 grammi parmigiano reggiano
  • Un bicchiere di latte
  • timo o/e maggiorana o/e prezzemolo
  • 1 spicchio aglio
Acciughe ripiene alla genovese by ImmersioneinCucina, punto 4.
Acciughe ripiene alla genovese by ImmersioneinCucina, punto 4.

ACCIUGHE RIPIENE ALLA GENOVESE, COME SI FA?

  1. Lavate le acciughe, recidere la teste e lasciate in ammollo per un paio di minuti. Questo è utile per ammorbidirle.
  2. Procedere aprendo le stesse a mo di libro, rimuovere la lischa centrale facendo scorrere il dito lungo la feritoia corrispondente alla testa lasciando intatta la coda. In questo modo verrà via facilmente.
  3. Sciacquate ed asciugate con la carta da cucina, poi collocate le acciughe in frigo su una teglia ricoperta con carta da forno.
  4. Procedere alla preparazione della farcia: ammolate il pane nel latte, aggiungete l’erba aromatica prescelta, il parmigiano e qualche acciuga disliscata.
  5. Procedere quindi a saltare in olio con aglio il preparato e infine pestatelo leggermente con il mortaio o in assenza di questo con cucchiaio e ciotola. Amalgamate il tutto con l uovo.
  6. Disporre il ripieno preparato sulla meta delle acciughe e chiudere a panino con la restante metà.
  7. Cuocere in forno a 180 gradi per circa 30 minuti. In alternativa friggerle dopo un abbondante impanatura con uovo e pan grattato di seguito vanno dorate fritte per qualche minuto finché sono dorate, scoltate su della carta di cucina dell olio in eccesso, salate. E’ un piatto che va servito e consumato caldo.

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Una bevanda che sa di tradizione e riporta a ricordi dell'infanzia e che ha tantissime declinazioni in cucina.

Sciroppo di rose

ImmersioneinCucina vi propone una ricetta stagionale, facilmente riproducibile nelle vostre case, che in molti casi ci riporta alle ricordi infantili: lo sciroppo di rose con un prodotto autoctono della nostra Liguria.

Lo sciroppo di rose ha tantissimi usi in cucina, in particolare puo arricchire impasti nelle torte ma puo essere usato anche per aggiungere un tocco di sapore e colore nella preparazione del gelato e diluito in liquidi per creare bevande dissetanti. Se volete saperne di più su questo tema vi consigliamo il libro di Ilaria Fioravanti e Maria Giulia Scolaro Rose, Rosea edito da Sagep Editori sulla declinazione della rosa in cucina.

LA FESTA DELLE ROSE DI BUSALLA

Nel territorio della provincia di Genova, nel periodo della fioritura delle rose e oltre ventanni, Busalla si svolge ogni anno a la festa dedicata a questo bellissimo fiore che celebra in particolare la varietà antica e autocnona della Rosa della Valle Scrivia – che è anche un Presidio Slow Food– da cui si ricavano sciroppi, bevande, cosmetici e molto altro.

sciroppo di rose by immersioneinCucina. Petali di rose freschi
sciroppo di rose by immersioneinCucina. Petali di rose freschi

SCIROPPO DI ROSE, CHE INGREDIENTI USARE?

Per preparare questa bevanda ImmersioneinCucina vi consiglia di seguire la ricetta secondo il disciplinare di Slow Food che qui vi riportiamo. Attenzione la quantita degli ingredienti varia in base alla quantità di sciroppo che volete preparare quindi al volume e al peso liquido che si utilizzano. Tuttavia la quantita minima da usare sono 300 grammi di petali per un litro d acqua.  Lo zucchero si calcola 1 kg  per litro di acqua filtrato e macerato. Ultimo consiglio usate poco limone per mantenere un ph basso.

Dove comprare i petali di rose? Per i genovesi consigliamo di recarsi al Mercato Orientale, dove in stagione (Maggio-Giugno), trovete facilmente tra i banchi specializzati in prodotti Liguri ciò che cercate.

  • 300 gr. petali rose freschi
  • 1 litro acqua
  • 1 kg zucchero
  • limone non trattato
Sciroppo di rose by ImmersioneinCucina, fase n.4 filtrazione
Sciroppo di rose by ImmersioneinCucina, fase n.4 filtrazione

SCIROPPO DI ROSE, COME SI FA?

  1. Disponete le rose petali su uno strofinaccio da cucina per far sì che escano eventuali insetti. Poi dividete i petali dal fiore eliminando quelli giallognoli.
  2. Far bollire l’acqua con qualche fetta di limone e quando questa bolle spengere il fuoco.
  3. Aggiungete i petali e procedete a pressarli leggermente con un cucchiaio di legno procedete. Lasciate in infusione tra le 24 e 36 ore.
  4. Trascorso il tempo indicato,  pressate utilizzando un pestello leggermente i petali per estrarre il liquido che poi filtrirete con un colino a maglia stretta.
  5. Aggiungete lo zucchero neccessario e portate ad ebollizione
  6. Versate in delle bottiglie di formato piccole o medio precedentemente fatte sterillizzare.

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Budino di pesce alla ligure

ImmersioneinCucina ritorna a parlarvi di giorni di magro prendendo ispirazione dalla tradizione gastronomica ligure, a voi il budino di pesce.

In particolare ci siamo ispirati ad un pillastro della gastronomia ligure, il ricettario ottocentesco “Cucina di Strettissimo Magro” composto da Padre Gaspare Dellepiane dei frati Minimi di San Francesco, ordine che fu presente a Genova fin dal 1494.

Il religioso citato nel 1880 (ben 11 anni prima del famoso Artusi) da alle pubblicazioni un libricino di ricette -ben 476- dedidato esclusivamamente e totalmente di preparati prive di carni, uova e latticini per ogni stagione e prefetto per i giorni di Quaresima. Oggi lo chiameremo un testo vegetariano!

Una preparazione, il budino di pesce, semplice, genuina con i gusti classici del nostro territorio.

BUDINO DI PESCE ALLA LIGURE, CHE INGREDIENTI USARE?

ImmersioneinCucina ha usato la gallinella come ingrediente principale di questa ricetta ma può essere usato qualsiasi pesce adatto per preparare una zuppa di mare come la rana pescatrice (conosciuta anche come boldro localmente), coda di rospo, lo scorfano.

Budino di pesce alla ligure by ImmersioneinCucina, gli ingredenti.
Budino di pesce alla ligure by ImmersioneinCucina, gli ingredenti.
  • 1 kg pesce da zuppa
  • circa 500 gr pomodori pelati
  • 2 acciughe sotto sale
  • 8 fette di pane grano duro
  • 3 spicchi di aglio
  • 10 grammi capperi sotto sale
  • 20 grammi pinoli
  • 1 cipolla
  • 3 o 4 chiodi di garofano
  • Sale
  • Pepe
  • Vino bianco
  • Olio

BUDINO DI PESCE ALLA LIGURE, COME SI FA?

Budino di pesce alla ligure by ImmersioneinCucina. Fase 3.
Budino di pesce alla ligure by ImmersioneinCucina. Fase 3.
  1. Sfilettate il pesce, ricavando dei filetti interi o pezzetti.
  2. Sciacquare i capperi come le acciughe dal loro sale.
  3. Preparate un pestato con le acciughe, i pinoli, l’aglio e capperi con l’aiuto di un mortaio. Alternativamente si può usare il tritatutto o miniprimer da cucina. Aggiustate il composto con olio e vino finchè non risulti più fludido.
  4. Tagliate la cipolla come se faceste un soffritto e fatela rosolare in un tegame con poco olio.  Aggiungete il pestato e i pelati precedentemente tagliati in modo grossolano con i chiodi di garofano. Fate cuocere il tutto pochi minuti.
  5. Nel mentre abbrustolire il pane in forno o alternativamente si possono fare dei crostini di pane fritti in padella. Serviranno poi per comporre il piatto.
  6. Unire il pesce al sugetto e fate cuocere a fuoco basso per circa 15 minuti. A fine cottura condite con sale e pepe a gusto.
  7. Disporre il composto di pesce in stampi da budino oleato, procedete stratificando il pane con il composto . Servite il vostro budino di pesce tiepido.

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Lattughine ripiene in brodo alla ligure.

ImmersioneinCucina torna a parlarvi di cucina ligure con le lattughine ripiene in brodo , parte del patrimonio gastronomico tradizionale della nostra regione. 

Le lattughine ripiene era una preparazione tradizionalmente consumata già nel Seicento, e presente nei ricettari locali a partire dal Settecento, nelle famiglie dell’aristocrazia genovese in occasione di banchetti nunziali o in particolare il Lunedì dell’Angelo, il giorno di pasquetta, quando secondo di dettami della religione si poteva ritornare a mangiare carne per festeggiare la rinascita e quindi celebrare anche con la sazietà gastronomica.

Questa pietanza, un tempo molto diffusa nel Ponente ligure, oggi giorno è ritornata più comunemente sulle nostre tavole grazie al lavoro di promozione e valorizzazione operato negli ultimi decenni dalle Osterie del territorio, e almeno per quanto riguarda la Liguria, si possono trovane per gran parte dell’anno.

Insomma un piatto evergreen, grazie alla semplicità e alla fruibilità dei suoi ingredienti al sapore delicato ma sapido. Da gustare in tanti modi, come consommé prima delle portate principali o servito come piatto di mezzo dopo le pastasciutte. Un piatto che ricorda i profumi della cucina della nonna.

Lattughine ripiene alla ligure by ImmersioneinCucina: ingredenti principali
Lattughine ripiene alla ligure by ImmersioneinCucina: ingredenti principali

LATTUGHINE RIPIENE ALLA LIGURE, CHE INGREDIENTI USARE?

Anzitutto un consiglio preliminare. Per la riuscita di questa pietanza è bene usare un buon brodo di carne: ossa di manzo e di vitello, ritagli di carne grassa e magra,  mazzetto guarnito, sale e pepe.

  • 2 lattughe (tipo romana)
  • 400 g di carne di vitello.
  • 50 gr di burro
  • 4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
  • la mollica di un panino
  • latte
  • 1 mazzetto di maggiorana
  • 2 uova intere
  • 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 l di brodo di carne
  • Sale fino e grosso
  • Pepe
Lattughine ripiene alla ligure by ImmersioneinCucina: fase 5
Lattughine ripiene alla ligure by ImmersioneinCucina: fase 5

LATTUGHINE RIPIENE LIGURI, COME SI FA?

  1. Pulite e lavate le foglie di lattuga e successivamente lessatele in acqua salata bollente, scolatele ed immergete subito in acqua e ghiaccio per fasì che il colore resti verde vivo. Lasciatele asciugare per bene in un canovaccio.
  2.  Tagliate a pezzetti la carne e fatela rosolare in una padella precedentemente riscaldata con olio e burro, aggiungete  le foglie di maggiorana e il sale grosso. Fatte cuocere finché la carne resti abbrustolita.
  3. Sistemare la carne una volta cotta in un tagliere e procedere a tritarla grossolamente.
  4. Travasatela in una ciotola capiente e aggiungetevi le uova, la mollica di pane ammollata precedentemente nel latte e abbondante parmigiano. Aggiustate di sale e pepe.
  5. Adagiate le foglie di lattuga e allargatele delicatamente con le mani su un piano di lavoro e con un cucchiaino disponete il ripieno di carne. Chiudete la foglia piegandola come se fosse un pacchetto. Sistematele una pentola alta che sia in grado di raccogliere il ripieno che eventualmente fuoriesca.
  6. Portate a bollore il brodo di carne e una volta pronto versatelo sulle vostre lattughe ripiene, cuocete a fuoco basso per circa 10 minuti.

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