TORTA PASQUALINA ligure

ImmersioneinCucina -nell’ambito della sezione ricette delle feste del blog- vi propone un classico della cucina genovese, la torta pasqualina. Una preparazione stagionale, regina delle tavole delle festività pasquali, accanto all’uovo di cioccolato e la colomba.

In tutto il nostro Paese, l’Italia, si producono preparazioni simili con i più svariati ingredienti che prendono denominazioni diverse. In Liguria (e anche nei territori francesi di confine della Costa Azzurra e della Provenza) troverete delle vere e proprie torte di verdure. 

TORTA PASQUALINA, LA VERSIONE CON I CARCIOFI

Quella che vi proponiamo noi oggi è la versione con i carciofi che si discosta dalla classica con le bietole, più povera e per questo più comune nei tempi passati quando le campagne erano piene di questi ortaggi e i carciofi non erano alla portata delle tasche di tutti.

In Liguria e a Genova le torte di verdura hanno una tradizione antichissIma e quella di carciofi, preparata tradizionalmente per Pasqua (ma consumata dagli abitanti locali per tutta la bella stagione primaverile), era consumata già in particolare nelle tavole dei ricchi mercanti e dei nobili della gloriosa Repubblica Marinara di Genova.

La tradizionevorrebbe che le sfoglie di questa torta di verdure salata siano 33 come gli anni di Gesù ma ovviamente nella stragrande maggioranza dei casi oggi ci si accontenta anche di meno, di solito 4 o 6 strati

CHE INGREDIENTI USARE? 

  • 600 gr. farina (in alternativa la pasta già pronta)
  • 12 carciofi di Albenga
  • 300 gr. prescienseua
  • 50 cc latte
  • 4/5 uova
  • 80/100 gr. burro
  • 1 cipolla bianca novella 
  • Un bicchiere di olio EVO taggiasco .
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 scalogno
  • sale, pepe acqua q.b.

Attrezzatura da cucina

  • teglia da forno misura 22-24 cm

CONSIGLI PER LA PREPARAZIONE

Il formaggio fresco per eccellenza nella cucina ligure è la  prescinsêua, una cagliata tipica delle valli dell’entroterra genovese, della consistenza tra lo yogurt e la ricotta di sapore tendente all’acido. Utilizzato per molte preparazioni tra cui le torte di verdure. Nella nostra regione è ancora facilmente reperibile grazie al rinnovata produzione delle imprese locali attenta ai prodotti tradizionali e regionali.

Se volete preparare questa ricetta fuori regione o si vi trovate fuori Italia potete sostituire questo ingrediente con una cagliata di formaggio diversa o con della ricotta, meglio di capra o di pecora più vicina al sapore originale al prodotto originale e più digeribile.

La stessa cosa con l’olio e i carciofi. Noi abbiamo usato i prodotti della nostra terra, l’olio extravergine DOP della riviera ligure e i carciofi violetti che provengono dalla carciofaie della piana di Albenga, città della costa ligure. In alternativa si può usare un olio extravergine diverso, l’importante è che sia dai sentori poco fruttati e dal gusto morbido e delicato. Il nostro consiglio sui carciofi è di usare una varietà tenera, sicuramente il vostro verdurai di fiducia vi saprà consigliare.

torta pasqualina, collocazione delle uova intere crude.
torta pasqualina, collocazione delle uova intere crude.

COME SI FA?

La torta pasqualina è una ricetta di altri tempi, prepararla in casa necessita tempo e amore ma è una soddisfazione crearla con le proprie mani.  E’ ottima sia calda che fredda e funge sia da antipasto che da secondo.

  1. Potete preparare la sfoglia da voi amalgamando la farina, due cucchiai d’olio, un pò di acqua e il sale, poi dividete in l’impasto in tanti pezzi quante sono gli strati di pasta che volete fare e  lasciateli  riposare coperti per almeno un’ ora. Se disponete di poco tempo potete usare la pasta brisée o la pasta sfoglia già pronta.
  2. Lavate i carciofi, togliere la parte iniziale, tagliarli a fette sottili e metterli in acqua con del succo di limone e quindi scolarli.
  3. Soffriggete in olio la cipolla, unire i carciofi e fare insaporire il tutto 2-3 minuti.  Successivamente spruzzare un goccio di vino bianco (facoltativo) e farlo evaporare. Dopo di ché  aggiungere un pò di acqua e mettere il coperchio. Cuocere 20 minuti e lasciare riposare.
  4. Quando il preparato si è raffreddato, aggiungere il parmigiano, il sale,  il pepe e mescolare. 
  5. Nel frattempo unire il latte alla ricotta, mescolare bene e aggiungerla alla prescienseua. Tenere da parte.
  6. Prendete una teglia da 22 o 24 cm e alta 3 cm foderatela con carta da forno. Posare il primo disco di pasta, facendo attenzione che questo sia più largo di 1 cm rispetto al contenitore. Spennellare di olio e posare  il secondo disco che deve essere di uguale dimensione rispetto al primo. Bucherellare il fondo servendosi di una forchetta.
  7. Aggiungete il  composto di carciofi facendo attenzione a non superare i bordi dell’impasto, livellare e versare sopra il preparato di prescienseua  stendendolo  in maniera omogenea.  
  8. Con un  cucchiaio scavare delle “fossette”, collocare in ognuna l’uovo crudo intero. Aggiungere un pizzico di sale.  
  9. Ritagliare un disco di pasta della dimensione interna del tegame, posarla delicatamente sull’impasto, spennellare con l’olio e posarvi un secondo disco della stessa dimensione. Iniziate a “orlare” i bordi  unendo i quattro strati di pasta,  lasciare uno spazio tra i due strati superiori per inserie una cannuncia. Chiudere e soffiare con forza.  La pasta, cosi facendo, assumerà l’aspetto di una cupola. Infornare rapidamente (pena lo sgonfiamento della pasta).
  10. Cuocere in due tempi, prima a 180° gradi per 25 minuti e poi abbassare a 170° gradi per altri 25 minuti. Verso  fine cottura porre attenzione a che la superficie della torta non scurisca eccessivamente.

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La colomba di pasqua

UN DOLCE SIMBOLO DELLE FESTIVITA’ PASQUALI, LA COLOMBA.

In occasione delle festività di Pasqua noi di Immersioneincucina ci siamo adoperati nella preparazione casalinga della colomba. Dolce diffusosi massicciamente dopo che, negli anni 30 del 900′, la ricetta venne confezionata industrialmente.

Ma la preparazione di questo dolce tipico affonda le radici molto più indietro nel tempo. Ci sono varie leggende e frammenti di storia che la fanno risalire al popolo longobardo, la sua origine è datata tra 500 e 600 d.C nell’area geografica tra Milano, Pavia e Legnano.

La colomba, insieme al tradizionale uovo di cioccolata, è diventata vero è proprio simbolo di questa festività in tutta la penisola italiana tanto che difficilmente non si trova nelle tavole delle famiglie in questi giorni.

CHE INGREDIENTI USARE? (PER TRE COLOMBE MEDIE)

Impasto

  • 250 gr farina di grano tenero
  • 250 gr farina manitoba, possibilmente biologica.
  • 120 gr burro
  • 3 tuorli
  • 60 gr. zucchero a velo
  • 50 gr. zucchero semolato
  • 40gr. lievito birra (2 cubetti o 2 bustine)
  • 250 gr. uvetta oppure 125gr di questa e 125gr di canditi (arancia e cetro)
  • 20 gr. pinoli
  • 170 ml. circa tra latte e acqua
  • 20 gocce cioccolato
  • 1 cucchiaino contreau (fondo di bicchierino da grappa)
  • un cucchiaino acqua di fiori di arancio (fondo di bicchierino da grappa)
  • 1 bustina di vanillina
  • sale q.b.
la colomba di Pasqua di ImmersioneinCucina, l'impasto.
la colomba di Pasqua di ImmersioneinCucina, l’impasto.

Glassa

  • 2 albumi
  • 150 gr. zucchero a velo
  • 4 amaretti
  • 50 gr. farina di mandorle
  • 100 gr. mandorle
  • 100 gr. zucchero a granella
  • un cucchiaio farina  di grano tenero.

Atrezzatura da cucina

  • stampo medio a forma di colomba
  • planetaria con gancio K e (eventualmente) gancio a frusta
gancio K planetaria
gancio K planetaria

COME SI FA?

Questa ricetta richiede tempo, una buona dose di pazienza e dedizione. Ma non spaventatevi, se seguite con attezione ogni passaggio e con la giusta attrezzatura da cucina vedrete che anche nella vostra casa ci sarà una colomba fatta orgogliosamente con le vostre mani e che vi farà fare un figurone davanti ad amici e parenti in occasione dei festeggiamenti di Pasqua.

per la colomba

  1. Inserite nella planetaria il gancio K. Prendete dal totale della farina 300 grammi -150 di grano tenero e 150 di manitoba-, inserirla nella ciotola recipiente dell’impastatrice con l’aggiunta del lievito sbriciolato e 170 millimetri tra acqua e latte mescolati assieme. L’impasto risultante deve essere morbido. Lasciare lievitare per circa un ora.
  2. Mettete le gocce di cioccolato dentro un piattino in freezer.
  3. Sgonfiate l’impasto con le mani, rimetterlo nell’impastatrice, aggiungere i tuorli, lo zucchero a velo, i 200 grammi di farina avanzata, 40 grammi di burro, un pizzico di sale e la vanillina. Lavoratelo per ottenere un nuovo impasto che lascerete lievitare finché sarà raddoppiato di volume (un ora circa).
  4. Fare sgonfiare nuovamente l’impasto. Lavorarlo nella platetaria con l’aggiuta dei restanti ingredenti: i grammi burro amalgamati lo zucchero a velo, l’uvetta e i canditi, il contreau, l’acqua di fiori d’arancio e le gocce di cioccolato raffreddate. Lasciare lievitare ancora un’ora.
  5. Sgonfiate nuovamente l’impasto con le mani e dividetelo in tre filoni, sistematelo negli stampi precedentemente imburrati e infarinati e lasciarlo lievitare finché gli stessi non risulteranno pieni. Per questo procedimento ci vuole circa un’ora.
  6. Passare in forno a 180° per i primi 15 minuti e a 170° per altri 20 minuti circa. E’ molto importante stare ben attenti alla cottura della vostra colomba, non farla scurire troppo. Ci si può aiutare con uno stecchino per verificare la cottura, la colomba deve risultare asciutta quando quest’ultima è ultimata.
  7. Sfornare la colomba e adagiarla su un piano e lasciarla raffreddare completamente.
la colomba di Pasqua di ImmersioneinCucina da infornare
La colomba di Pasqua di ImmersioneinCucina da infornare

per la glassa

  1. Mescolare in una ciotola – o con l’aiuto della platetaria inserendo il gancio a frusta – gli albumi sbattuti, ma non montati con lo zucchero a velo, gli amaretti sbriciolati, la farina di mandorle e un cucchiaino di farina quindi rivestire con il composto la colomba, cospargere con lo zucchero in granella e le mandorle intere.
  2. Rimettete le vostre colombe decorate per circa 3-5 minuti in forno preriscaldato a 150°, in modo che la glassa si cuoca e si indurisca.

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I Quaresimali GENOVESI

Ci avviciniamo alla Pasqua ImmersioneinCucina, nell’ ambito delle ricette delle feste, vi propone i cenni storici e la ricetta dei dolci tipici in questo periodo: i quaresimali.

La Liguria condivide la tradizione dei biscottini quaresimali con alcune regioni italiane, per lo più Toscana, Puglia e Sicilia. Questi dolcetti secondo le regole della Quaresima -il periodo di 40 giorni che precede la Pasqua- possono essere consumati anche durante i giorni di magro, nei quali la Chiesa cattolica prescrive di astenersi dai grassi animali.

I DOLCETTI QUARESIMALI, UNA TRADIZIONE SECOLARE

A Genova i biscottini quaresimali, secondo leggenda, furono preparati per la prima volta verso la metà del ‘500 dalle suore Agostiniane del convento di San Tommaso (oggi distrutto). L’idea fu di creare questi dolcetti a base di pasta di mandorle e senza aggiunta di alcun grasso animale nella ricetta così da rispettre le regole della quaresima senza dover rinunciare alle giottonerie.

La pasta di mandorle è conosciuta e apprezzata da secoli a Genova, che come  Repubblica marinara  veniva a contatto con altre tradizioni gastronomiche, dalle quali, in particolare dalla tradizione arabo persiana, derivò anche l’uso delle mandorle  pelate e zuccherate.  

Ci sono tre varianti di quaresimali genovesi diverse per forma, composizione e tipologia di lavorazione della pasta di mandorle: i classici Marzapani -biscottini riempini di fondente allo zucchero- , i Canestrellini o Canestrelletti -simili a piccole ciabellette senza ripeno- e infine i Mostraccioli – biscottini tagliati a losanga farciti con marmellata di fichi o limoni-.

In particolare i primi si possono ancora trovare in commercio, in periodo di Quaresima e confezionati secondo l’antica tradizione, in alcune rinomate pasticcerie del centro storico genovese come la Pasticceria Profumo e dalla  Antica Confetteria Romanengo.

LA NOSTRA RICETTA PER PREPARARE I QUARESIMALI IN CASA

ImmersioneinCucina vi propone la ricetta dei quaresimali Canestrellini o Canestrelletti, più facili da riprodurre in casa. Questi dolcetti secondo tradizione sono confezionati a forma di piccole ciambelle con glassa e decorazione con minuscoli confettini di zucchero di svariati colori. Si preparano impastando semplicemente la pasta di mandorle dolci e amare, zucchero, acqua e albume d’uovo. Sono privi di latte, di burro e del rosso d’uovo.

E’ un ricetta facile, gluten-free, che va bene anche per le persone intolleranti ai latticini e vegetariana.

quaresimali genovesi, mortaio con la pasta di mandorle.
quaresimali genovesi, mortaio con la pasta di mandorle.

CHE INGREDIENTI USARE? (PER CIRCA 20 QUARESIMALI)

per l’impasto 

  • 200 grammi di mandorle
  • 20 grammi di mandorle amare
  • 100 grammi di zucchero 
  • un’albume di uovo.
  • 1 cucchiaio di acqua di fiori di arancio
  • amido di mais q.b

per lo sciroppo

  • 50 grammi di zucchero
  • 20 ml d’acqua
  • 1 cucchiaio di acqua di fiori di arancio

decorazione

  • codette di zucchero colorate e granella di zucchero

attrezzatura da cucina

  • mortaio o tritatutto
  • spianatoia e tagliapasta
quaresimali genovesi, fase di decorazione
quaresimali genovesi, fase di decorazione

COME SI FA?

  1. Se le vostre mandorle non sono sgusciate anzitutto pelarle, altrimenti immergerle qualche secondo in acqua bollente.
  2. Servendovi di un tritattutto -o meglio ancora con il mortaio- inserite lo zucchero, aggiungete piano piano parte dell’albume (o tutto) e l’acqua di fiori d’arancio. Tritate o pestate il tutto, deve risultare un impasto fine. L’albume serve per far legare l’impasto, se si nota che quest’ultimo fatica a risultare omogeneo usarlo per intero.
  3. Una volta pronto l’impasto stenderlo su una spianatoia leggermente infarinata con l’amido di mais. Creare dei cilindri, con la pasta come quando si preparano gli gnocchi. di circa 6-7 cm di lunghezza e di 7-8 mm di spessore. Ricavate tante ciambelline unendo le estremità. Se l’impasto dovesse risultare eccessivamente umido lavoratelo con maggior amido di mais.
  4. Disponete le ciambelline ricavate su un teglia da forno, ricoperta con della carta da forno e fatele cuocere in forno già caldo 160° per circa 10-13 minuti. Queste devono risultare morbide all’uscita dal forno, farle riposare circa 5 minuti all’esterno affinché si asciughino prima di passare alla fase di decorazione.
  5. Nel mentre preparate lo sciroppo,  servendovi di un pentolino e versando 50 grammi di zucchero, 20 ml d’acqua e il cucchiaio di acqua di fiori di arancio. La consistenza di questo deve risultare tra il fluido e il denso, come uno sciroppo della tosse. 
  6. Spennellare con un pennello i vostri quaresimali e come ultimo passaggio cospargerli alternativamente di codette colorate di zucchero e la granella di zucchero.

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le stelle filanti di carnevale

Carnevale è alle porte e nel momento più dolce dell’anno, ogni regione italiana rispolvera la sua ricetta tradizionale per onorare questa festa laica nel più goloso dei modi. Un dolcetto tipico di questo periodo sono le bugie o chiacchere che ImmersioneinCucina per l’occasione ha deciso di reinterpretare in modo divertente e colorato realizzando stelle filanti .

E’ un modo simpatico, in particolare se avete dei bambini, di festeggiare con la vostra famiglia questo periodo in cucina. E allora non attendete oltre, formate l’impasto e largo a fantasia e creatività colorando la pasta con i colori alimentari che più vi ispirano -meglio se di origine naturale-.

CHE INGREDIENTI USARE?

  • 300 gr. farina
  • 40 gr. di zucchero
  • 50 gr. burro
  • 2 uova
  • 20 ml di grappa o di liquore a base vegetale o agrumato.
  • coloranti alimentari in polvere
  • olio extravergine di oliva o di semi di girasole.

ATTREZZATURA DA CUCINA

  • termometro da cucina
  • schiumarola
  • stampo a forma di cannolo (cannelli)
  • rotella taglia-pasta
Le stelle filanti di ImmersioneinCucina, un modo divertente di festeggiare il Carnevale.
le stelle filanti di ImmersioneinCucina, fritte con il suo apposito stampo a forma di cannolo.

COLORI ALIMENTARI

I coloranti alimentari industriali hanno spesso l’aggiunta di additivi chimici che non fanno bene alla nostra salute.

Si possono trovare ottimi coloranti alimentari naturali in commercio a base di barbabietola (idonei per ricreare il rosso), curcuma ( il giallo) e alga spirulina (il blu) e altri con i quali, una volta mischiati, potete formare altri colori. In un gioco di sovrapposizione di colori primari potrete ottenere tantissime sfumature creative, provate e non ne rimarrete delusi! Ad esempio il giallo con il blu vi darà il verde, il rosso con il giallo vi darà l’arancione e via così, ricreando piccole opere d’arte ma in cucina.

Noi abbiamo trovato un buon rapporto varietà/qualità di coloranti alimentari su silikomart, sito specializzato in prodotti di pasteccieria con un’occhio particolare al cake design-. Li potete trovare in spray, gel, liposolubili o in polvere, in particolare interessante il set di colori alimentari a base piante vegetali.

In alternativa ai coloranti alimentari naturali si possono anche usare colori da produrre in casa, semplicemente tagliando la frutta o verdura e frullando il tutto o procedendo con il mortaio. Per rassodare meglio il liquido prodotto, si può aggiungere un po di farina o amido di mais oppure mettere lo stesso in un pentolino e portarlo ad ebollizione.

COME SI FA?

  1. Mescolate la farina, con lo zucchero, le uova, il burro e il liquore o grappa.
  2. Impastate il tutto finchè non diventa un impasto liscio ed omogeneo.
  3. Se i vostri coloranti sono in polvere come i nostri vi consigliamo di scioglierli con poca acqua e di mischiarli tra di loro per ottenere il colore da voi gradito. Noi abbiamo usato verde, arancione o rosso. 
  4. Dividete il vostro impasto in parti secondo quanti colori volete realizzare le vostre stelle filanti. Impastate e mescolate la pasta con i coloranti alimentari e far riposare per 30 minuti con la pellicola alimentare.
  5. Nel frattempo iniziare a scaldare l’olio per friggere che deve essere a circa 160-180°.
  6. Stendere gli impasti in una sfoglia sottile e con una rotella taglia-pasta ricavatene delle strisce di circa 1 cm, come quando si fanno le tagliatelle. Bagnate gli estremi e avvolgete la pasta nai canelli.
  7. Friggere per pochi minuti fino ad una leggera  doratura, scolate su carta assorbente e togliere le vostre stelle filanti dagli stampi.
  8. Servire con spolverata di zucchero a velo.

Se volete che la vostra pasta sia più dolce aggiungete 20 grammi in più di zucchero all’impasto. Se scegliete per questa soluzione consigliamo di non aggiungere ulteriore zucchero a velo una volta pronta la vostra preparazione.

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le castagnole di carnevale

LE CASTAGNOLE, CARNEVALE IN CASA NOSTRA.

Vi proponiamo la versione classica della ricetta delle castagnole, preparazione molto diffusa in diverse regioni italiane tra cui la nostra Liguria , per la data più ghiotta dell’anno, il Carnevale.

Questo periodo è caratterizzato da un fiume di dolcetti e fritti in abbondanza prima di passare al periodo di magro, la Quaresima – per chi segue i dettami della religione cattolica- tradizionalmente caratterizzato da alimenti leggeri.

Il nome castagnole deriva dal fatto che le dimensioni di questo dolce arrivano ad vere più meno le misure di una castagna. 
Preparate da secoli, già tra la fine del 1600 e inizi del 1700 ci sono testimonianze di questo tipico dolce di Carnevale, di cui troviamo traccia in un documento dell’archivio di Stato della città di Viterbo e dai cuochi Antonio Latini e Carlo Nascia delle famiglie D’Angio’ e Farnese, entrate a pieno diritto della tradizione gastronomia italiana. 

CHE INGREDIENTI USARE?
per circa 15/20 castagnole

  • 250 gr.  farina
  • 70 gr.  zucchero semolato
  • 30 gr. burro morbido
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino rum (se ci sono dei bambini si può sostituire con succo di frutta)
  • 8 gr. lievito per dolci
  • scorza di limone q.b.
  • 1 lt. olio di girasole

ATTREZZATURA DA CUCINA

  • termometro da cucina (consigliato)
  • schiumarola larga per fritti
  • raschietto da cucina o taglia pasta 
  • pentola o padella per frutture
  • carta assorbente
le castagnole di ImmersioneinCucina, frittura.
le castagnole di ImmersioneinCucina, frittura.

COME SI FA?

  1. Preparate la classica fontana con la farina, lievito, zucchero, burro e iniziate ad impastare.
  2. Aggiungete nell’impasto le uova, una alla volta, la scorza del limone e il liquore. Impastate fino ad ottenere un preparato liscio ed omogeneo.
  3. Lasciate riposare per almeno 30/45 minuti.
  4. Nel frattempo mettete a scaldare l’olio che deve raggiungere i 170°. Se avete un termometro da cucina, è l’ideale per controllare la temperatura dell’olio. 
  5. Formate dei filoncini di pasta, tagliateli con il raschietto o con tagliapasta in modo da poter poi poi ricavate delle palline della misura di una castagna.
  6. Quando l’olio ha raggiunto la temperatura indicata mettete a friggere le vostre castagnole. Per capire se sono pronte aiutatevi con uno stecchino da cucina. Quest’ultimo deve uscire asciutto.
  7. Con la schiumarola raccogliete le castagnole dalla padella o pentola, facendole ben sgocciolare, e lasciatele riposare in un vassoio coperto di carta assorbente per 2-3 minuti in modo che si asciughino dall’olio in eccesso. 
  8. Servire cospargendole di zucchero semolato o passarle direttamente in una ciotola dello stesso. 
Le castagnole di ImmersioneinCucina, operazione di spargimento dello zucchero a velo.
Le castagnole di ImmersioneinCucina, operazione di spargimento dello zucchero a velo.

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LA mesciua LIGURE.

LA MESCIUA SPEZZINA, ZUPPA DELLA TRADIZIONE POPOLARE LIGURE

Oggi vi parliamo di un piatto della cucina ligure adatto al periodo invernale, la mesciua – o mes-ciüa in dialetto ligure- de La Spezia.

Ci siamo ispirati al luogo natio della mamma di Igor che durante la sua infanzia spesso frequentava, insieme alla famiglia d’origine, le osterie popolari della città come l’ antica osteria da Caran o l’antica osteria Negrao -attive ancora oggi- gustando con piacere questa specialità spezzina.
Ed è per questo che abbiamo deciso di farle un regalo gastronomico preparandole la ricetta della sua infanzia, riportandole alla memoria i sapori della sua terra.

LE ORIGINI.

Questa zuppa della tradizione popolare è a base di legumi e grano del levante ligure e richiama la cucina povera, anche se povera di sapori realmente non è. Anzi può essere un vero toccasana capace subito di riportarti al caldo tepore familiare, persino nelle giornate più uggiose.
Leggenda vuole che probabilmente la mistura della preparazione sia nata da una dispensa con insufficienti fagioli per preparare una fagiolata e neppure abbastanza grano per panificare o ancora che sia frutto di una raccolta di granaglie sfuggite dai sacchi durante le operazioni portuali e che le sapienti donne dell’epoca per mettere in tavola un piatto nutriente abbiano fatto cuocere tutti gli ingredienti insieme formando così quella che oggi conosciamo come mes-ciüa.

Al giorno d’oggi da piatto della cucina povera per eccellenza questa zuppa è stata elevata a specialità del territorio e si può gustare specialmente nelle osterie di antica tradizione in provincia di La Spezia.

A voi la ricetta della tradizione che potrete replicare facilmente a casa.

La mesciua ligure, piatto della tradizione popolare di La Spezia a base di legumi e grano.
La mesciua di ImmersioneinCucina, gli ingredienti fondamentali

CHE INGREDIENTI USARE?
(per 6 persone)

  • 200 grammi di ceci secchi
  • 300 grammi di fagioli canellini secchi
  • 100 grammi di farro
  • Olio extra vergine q.b
  • Sale e pepe q.b.

I NOSTRI CONSIGLI

Noi consigliamo di abbinare un olio extra vergine dai sentori fruttati intensi, dal gusto potente dall’ amaro e piccante piuttosto spiccato che risaltino il sapore dei legumi.
Per i fagioli se non trovate i cannellini potete sostituirli con altre varietà della vostra zona ma l’importante è che siano di piccole dimensioni.

COME SI FA?

  1. La sera prima mettere in ammollo i ceci e i fagioli in contenitori separati con un litro d’acqua l’uno.
  2. La mattina dopo scolare i ceci e farli cuocere in abbondante acqua leggermente salata.
  3. Dopo 15 minuti aggiungere il farro.
  4. Dopo 30 minuti scolare i fagioli e cuocerli in una pentola diversa per 40 minuti.
  5. Trascorso questo tempo aggiungete i fagioli alla pentola dei ceci e farro. Prestate molta
    attenzione all’acqua, deve esserci complessivamente un litro e mezzo di liquido. Aggiustate di sale e
    pepe.

La mes-ciüa va servita a caldo e condita con un pizzico di sale e un filo d’olio a crudo.

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