Pastel de choclo

Immersioneincucina , in occasione della festa patria cilena, pronone la preparazione del pastel de choclo, un pasticcio a base di mais. 

Chi segue il nostro food blog sa bene che Francisca è originaria di questo Paese e quando si avvicina il 18 Settembre -giorno in cui si celebra il processo di indipendenza del Cile dalla Spagna- in casa Turatti-Mendez è usanza preparare un piatto della tradizione cilena.

Il pastel de choclo, come spesso succede con altri piatti della gastronomia latino-americana, è patrimonio culinario continentale e la consuetudine di prepararlo è diffusa in altri Paesi vicini.

IL LIBRO DI RICETTE DELLA NONNA CILENA

La versione di questo pastel de choclo è frutto di una ricetta originale proveniente dal prezioso libro di cucina della nonna cilena, cimelio di famiglia tramantato da madre a figlia fino ad arrivare nelle mani di Francisca.

il pastel de choclo di ImmersioneinCucina frutto della ricettario della nonna di Francisca.
il pastel de choclo di ImmersioneinCucina frutto della ricettario della nonna di Francisca.

Immersioneincucina ha utilizzato la stessa preparazione ma ingredienti locali quali le pannocchie di mais provenienti dalla Lombardia, il basilico di Genova piuttosto che le olive nere della Puglia.  

Il pastel de choclo si può preparare sia in versione dolce con l’aggiunta di uvetta, zucchero e paprika o in versione salata – come è proposta in questo post – utilizzando il sale, pepe e merken.

Il merken -presidio Slow Food-, è una miscela di spezie a base di una varietà di peperoncino locale, l’aji . In assenza di questo ingrediente -difficile da trovare fuori dal territorio cileno- potete tranquillamente sostituilo con la polvere di peperoncino.  

PASTEL DE CHOCLO, CHE INGREDIENTI USARE?

Ripieno

  • 300 gr. carne manzo
  • 1 cipolla bionda
  • 1 cucchiaino di farina
  • 1 cucchiaino di cumino
  • 1 cucchiaino di merken o peperoncino in polvere
  • 1/2 tazza d’acqua
  • 8-10 olive nere
  • 3 uova sode
  • Sale, pepe q.b
  • Olio extravergine oliva q.b.

Noi abbiamo usato il taglio di carne denominato capello da prete, il petto del manzo, che si presta molto bene per le preparazioni in umido e bollite ma va bene anche il fiocco di punta, che è il proseguimento del petto. Comunque si siete incerti al momento dell’acquisto è sempre meglio farvi consigliere dal vostro macellaio di fiducia spiegandoli cosa dovete cucinare.

Copertura

  • 6 pannocchie mais medie
  • 3 uova
  • 60 gr burro
  • 1/4 litro di latte fresco
  • 4/6 foglie di basilico
  • Sale e pepe q.b

Attrezzatura da cucina

  • tritacarne o tritatutto.

PASTEL DE CHOCLO, COME SI FA?

per il ripieno

  1. Tagliate la cipolla finemente e la carne a cubetti.
  2.  Fate soffriggere in un tegame l’olio con il peperoncino, aggiungere la cipolla e la carne. Rosolarte il tutto.
  3.  Aggiungete al preparato la farina, mescolare,  poi l’acqua e infine gli altri condimenti. Far cuocere per circa 10/15 minuti a fuoco basso, spegnere e far raffreddare.
Pastel de choclo di ImmersioneinCucina, sgranatura delle pannocchie.
Pastel de choclo di ImmersioneinCucina, sgranatura delle pannocchie.

per la copertura

  1. Lavare e sgranare il mais, triturare i chicchi nel tritarne o tritatutto.
  2. Fate cuocere per circa 20 minuti il mais insieme al latte e sale. Sarà pronto quando il composto si addensaE’ importante mescolare spesso. 
  3. Se si sceglie di preparare il pastel de choclo in versione salata non si aggiunge zucchero ma il pepe. Alla fine aggiungere il basilico lavato.
  4. Dividere i banchi dai rossi delle uova, montarli e aggiungergli al vostro composto di mais. Lasciate intiepidire.

Una volta preparato ripieno e copertura procedete a formare il vostro pasticcio di mais.

  1. Imburrate una pirofila, incominciate all’interno della stessa a comporre gli strati del vostro pastel de choclo:  la base di carne, un pezzo di uovo sodo, le olive nere e ricoprite il tutto con il composto di mais.  
  2. Fate cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 40/45 minuti. Servire tiepido
Pastel de choclo pronto e servito con accanto il suo pebre.
Pastel de choclo pronto e servito con accanto il suo pebre.

IL TOCCO FINALE, IL PEBRE.

A questa ricetta ImmersioneinCucina ha anche aggiunto la preparazione di una tradizionale salsa locale del Paese latinoamericano originario di Franciscail pebre- . A base di pomodoro, peperoncino e coriandolo in versione italianizzata negli ingredienti con la varietà di pomodori San Marzano e aglio di Vessalico.

Questa semplice salsina andrà a dare un maggior gusto al vostro pastel de choclo, dando colore e un bel contrasto creato dal dolce del mais e il piccantino della salsa a base di aglio e peperioncino.

il pastel de choclo di ImmersioneinCucina, gli ingredienti base del pebre.
il pastel de choclo di ImmersioneinCucina, gli ingredienti base del pebre.

Ingredienti

  • 3 pomodori tipo San Marzano o simili
  • 2 spicchi aglio 
  • 1 peperoncino
  • 1 ciuffo coriandolo.
  1. Tagliate tutte le verdure in modo molto piccolo.
  2. Condite con sale, olio extra vergine e un goccio di limone. 

CIOTOLE DI POMAIRE

Per il servire il nostro pastel de choclo noi abbiamo usato le ciotole artigianali provenienti dal paesino di Pomaire, vicino alla capitale Santiago, dal quale prendono il nome. Sono realizzate in argilla naturale e reggono molto bene il calore.

Le abbiamo comprate sul posto da artigiani del luogo ma se non avete la fortuna di essere o di andare in Cile e siete interessati ad acquistarle potete comprarle facilmente anche su Amazon o potete sostituirle con contenitori dalle stesse caratteristiche.

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Tortino di acciughe scomposto

Immersioneincucina vi propone uno dei piatti più ghiotti nella stagione estiva della tradizione gastronomica ligure : il tortino di acciughe in versione scomposta ovvero senza uovo, più leggero ma ugalmente molto gustoso.

L’ACCIUGA, UN ALIMENTO RICCO DI GUSTO E DI PROPRIETA’ BENEFICHE.

La stagione ittica mediterranea con l’arrivo dell’estate porta sulle nostre tavole molte specie di pesce azzurro.

In particolare in Liguria famose sono le acciughe delle acque di Monterosso, uno dei borghi delle Cinque Terre, che si distinguono per la loro piccola dimensione e la consistenza tenera della loro carne. Questa specie di pesce azzurro è molto diffusa nel Mediterraneo e in Italia. 

Nel periodo che va da Marzo a Settembre la si trova abbondantemente, oltre che nel mar Ligure, nel mar Adriatico e nel canale di Sicilia con nomi diversi -come spesso accade nel nostro Paese- e dai colori e misure leggermente differenti.  Infatti le acciughe sono conosciute nel Sud Italia comealicie hanno, alla vista, le caratteristiche striature dorate mentre lesarde o sardine hanno un colore più sul rossiccio. 

Tutte però appartengono alla stessa famiglia, nonostante questo sia considerato dai più nell’immaginario popolare un pesce povero, complice il prezzo abbordabile che rende accessibile a tutti la sua consumazione. 

Questo però non lo rende un pesce di qualità inferiore rispetto ad altri più costosi, infatti le acciughe sono ricche di proprietà nutrizionali per il nostro organismo al pari di molti altri pesci azzurri. Una grande fonte di calcio, considerevoli apporti di vitamina D e la sua capacità di ridurre il colesterolo cattivo  nel nostro organismo le rendono un’ alimento imprescindibile per una dieta sana ed equilibrata.

acciughe di Monterosso fresche
ImmersioneinCucina, acciughe di Monterosso fresche

TORTINO DI ACCIUGHE, CHE INGREDIENTI USARE? (per una teglia) 

  • 500 gr. acciughe 
  • 1 kg patate
  • 100 gr. pinoli
  • 200 gr. pane raffermo
  • 1 mazzo prezzemolo
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extravergine di oliva q.b.

Consigli, la pulizia del pesce

Se non avete le acciughe già diliscate dal vostro pescivendolo, togliete la testa con le dita all’altezza delle branchie e tirare delicatamente in modo da rimuovere anche le interiora in un solo gesto. Aprile a libro e togliere la lisca centrale facendo attenzione a lasciare la coda intatta.

Sciacquate le vostre acciughe sotto acqua corrente e lasciatele su un tagliere inclinato per far colare l’acqua in eccesso o asciugatele con carta assorbente.

TORTINO DI ACCIUGHE, COME SI FA?

  1. Lavate e pelate le patate, tagliatele in modo sottile e fatele lessare per pochi minuti. Scolatele e lasciatele raffreddare. Devono risultare al dente poiché finiranno la propria cottura in forno.
  2. Con il prezzemolo, precedentemente lavato, gli spicchi di aglio, i pinoli e il pane tagliato in modo grossolano preparate un trito servendovi di un mixer da cucina. Il preparato non deve risultare troppo fine in modo da dare al piatto una consistenza croccante.  
  3. Ungete con l’olio un tegame e iniziate a formare sullo stesso il vostro tortino per strati. L’ordine degli ingredienti è il seguente: le patate alla base, le acciughe in mezzo e infine il trito di pane. Continuate finché non finite gli ingredienti. Bagnate con dell’ olio l’ultimo strato prima di cuocere in forno preriscaldato a 180°.
  4.  Fate cuocere il tortino per circa 30 minuti e lasciate intiepidire il preparato prima di consumare il piatto.

Ora non vi resta che degustate il vostro tortino con l’aggiunta di condimento di olio extravergine leggero (poco fruttato) per esaltare il gusto del pesce e con un calice di vino bianco o rosato che non sia troppo robusto. 

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pesto di fave ligure

ImmersioneinCucina ritorna a parlarvi di pesto stagionale, dopo le varianti invernali di broccoli e cavolfiore giallo questa volta vi proponiamo il pesto di fave .

PESTO DI FAVE, ORIGINI

Questa salsa ligure -chiamata in dialetto salsa Marò o pestun de fave– delicata e saporita ha origini antiche e popolari. Veniva prodotta e usata in stagione primaverile-estiva dalle famiglie condadine per insaporire il pane secco, per i più fortunati sul pesce e sulla carne come variante della salsa verde piemontese locale.

Probabilmente la sua origine è araba, come suggerisce il suo nome (mar-a che significa condimento). La ricetta importata dai mercanti liguri nel corso dei loro viaggi in oriente è stata da subito apprezzata per il suo sapore e delicatezza, complice la coltivazione delle fave “tenerelle” locali che ben si addicevano alla preparazione di questa salsa.

Per il piacere di tutti noi questo preparato tradizionale, non senza passare in momenti meno meno brillanti, è giunto fino ai giorni nostri.
Oggi il pesto di fave è stato recuperato e affinato con alcuni ingredienti tipici liguri e di qualità, come l’aglio di Vessalico e l’olio evo taggiasco che la rendono ancora più armoniosa e gradevole al palato.

La stagione calda, con l’arrivo del nuovo raccolto delle dolci fave locali -conosciute come basane di cui i liguri sono ghiotti- rappresenta il trionfo della salsa Marò che per un paio di mesi riesce fare concorrenza anche il mitico pesto genovese.

CHE INGREDIENTI USARE? (4 vasetti)

Il pesto di fave ligure è molto leggero, è sano e gustoso per gli ingredienti che la compongono. Si prepara rapidamente e con semplicità.

Ideale per condire la pasta fresca: mandilli –lasagnette con formato a fazzoletto- o gnocchi, senza disdegnare quella secca, purché siano trenette (non linguine!), mezze penne rigate o fusilli.  Insomma pasta che raccolga la salsa.

  • 400gr fave piccole e tenere sgranate (1,2 kg con le bucce)
  • 1 o 2  spicchi di aglio di vessalico
  • 10 foglioline piccole di menta o 20 di maggiorana fresca
  • 70 gr. pecorino romano grattugiato
  • 30 gr di pinoli
  • 1 cucchiaino di aceto (meglio se di mele)
  • olio EVO taggiasco, sale e pepe Q.B.

attrezzatura da cucina

  • mixer o mortaio

La salsa non usata si può mettere in piccoli vasetti porzionati e congelati in frezeer. Pronti per essere usati nei mesi successivi quando le fave sono solo un ricordo.

le fave, ingrediente principale della salsa Marò ligure.
le fave, ingrediente principale della salsa Marò ligure

COME SI FA?

  1. Sgranate le fave ed eventualmente togliere la pellicina esterna ai bacelli più grossi, se sono duri. Metteteli, con poco sale e l’aglio, a fettine nel mixer (non nel bicchiere del frullatore) dopo aver tenuto la lama in frezeer per 10 minuti. Frullare a piccoli scatti per non surriscaldare gli ingredienti.
  2. Unite le foglioline di menta o di maggiorana e i pinoli. Fare andare per 2-3 scatti, unire metà pecorino , l’aceto (facoltativo) e  l’olio a filo. Fare andare sempre a scatti, fino ad ottenere una salsa fluida ma abbastanza densa.
  3. Versate la salsa in una ciotola capiente ed incorporare ancora un po’ di olio, il restante formaggio pecorino e una manciata di pinoli interi, un po’ di pepe e sale se occorre. Mescolare bene fino ad amalgamare bene la salsa.
  4. Al momento di condire la pasta aggiungere alla salsa un paio di cucchiaini di acqua di cottura.

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TORTA PASQUALINA ligure

ImmersioneinCucina -nell’ambito della sezione ricette delle feste del blog- vi propone un classico della cucina genovese, la torta pasqualina. Una preparazione stagionale, regina delle tavole delle festività pasquali, accanto all’uovo di cioccolato e la colomba.

In tutto il nostro Paese, l’Italia, si producono preparazioni simili con i più svariati ingredienti che prendono denominazioni diverse. In Liguria (e anche nei territori francesi di confine della Costa Azzurra e della Provenza) troverete delle vere e proprie torte di verdure. 

TORTA PASQUALINA, LA VERSIONE CON I CARCIOFI

Quella che vi proponiamo noi oggi è la versione con i carciofi che si discosta dalla classica con le bietole, più povera e per questo più comune nei tempi passati quando le campagne erano piene di questi ortaggi e i carciofi non erano alla portata delle tasche di tutti.

In Liguria e a Genova le torte di verdura hanno una tradizione antichissIma e quella di carciofi, preparata tradizionalmente per Pasqua (ma consumata dagli abitanti locali per tutta la bella stagione primaverile), era consumata già in particolare nelle tavole dei ricchi mercanti e dei nobili della gloriosa Repubblica Marinara di Genova.

La tradizionevorrebbe che le sfoglie di questa torta di verdure salata siano 33 come gli anni di Gesù ma ovviamente nella stragrande maggioranza dei casi oggi ci si accontenta anche di meno, di solito 4 o 6 strati

CHE INGREDIENTI USARE? 

  • 600 gr. farina (in alternativa la pasta già pronta)
  • 12 carciofi di Albenga
  • 300 gr. prescienseua
  • 50 cc latte
  • 4/5 uova
  • 80/100 gr. burro
  • 1 cipolla bianca novella 
  • Un bicchiere di olio EVO taggiasco .
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 scalogno
  • sale, pepe acqua q.b.

Attrezzatura da cucina

  • teglia da forno misura 22-24 cm

CONSIGLI PER LA PREPARAZIONE

Il formaggio fresco per eccellenza nella cucina ligure è la  prescinsêua, una cagliata tipica delle valli dell’entroterra genovese, della consistenza tra lo yogurt e la ricotta di sapore tendente all’acido. Utilizzato per molte preparazioni tra cui le torte di verdure. Nella nostra regione è ancora facilmente reperibile grazie al rinnovata produzione delle imprese locali attenta ai prodotti tradizionali e regionali.

Se volete preparare questa ricetta fuori regione o si vi trovate fuori Italia potete sostituire questo ingrediente con una cagliata di formaggio diversa o con della ricotta, meglio di capra o di pecora più vicina al sapore originale al prodotto originale e più digeribile.

La stessa cosa con l’olio e i carciofi. Noi abbiamo usato i prodotti della nostra terra, l’olio extravergine DOP della riviera ligure e i carciofi violetti che provengono dalla carciofaie della piana di Albenga, città della costa ligure. In alternativa si può usare un olio extravergine diverso, l’importante è che sia dai sentori poco fruttati e dal gusto morbido e delicato. Il nostro consiglio sui carciofi è di usare una varietà tenera, sicuramente il vostro verdurai di fiducia vi saprà consigliare.

torta pasqualina, collocazione delle uova intere crude.
torta pasqualina, collocazione delle uova intere crude.

COME SI FA?

La torta pasqualina è una ricetta di altri tempi, prepararla in casa necessita tempo e amore ma è una soddisfazione crearla con le proprie mani.  E’ ottima sia calda che fredda e funge sia da antipasto che da secondo.

  1. Potete preparare la sfoglia da voi amalgamando la farina, due cucchiai d’olio, un pò di acqua e il sale, poi dividete in l’impasto in tanti pezzi quante sono gli strati di pasta che volete fare e  lasciateli  riposare coperti per almeno un’ ora. Se disponete di poco tempo potete usare la pasta brisée o la pasta sfoglia già pronta.
  2. Lavate i carciofi, togliere la parte iniziale, tagliarli a fette sottili e metterli in acqua con del succo di limone e quindi scolarli.
  3. Soffriggete in olio la cipolla, unire i carciofi e fare insaporire il tutto 2-3 minuti.  Successivamente spruzzare un goccio di vino bianco (facoltativo) e farlo evaporare. Dopo di ché  aggiungere un pò di acqua e mettere il coperchio. Cuocere 20 minuti e lasciare riposare.
  4. Quando il preparato si è raffreddato, aggiungere il parmigiano, il sale,  il pepe e mescolare. 
  5. Nel frattempo unire il latte alla ricotta, mescolare bene e aggiungerla alla prescienseua. Tenere da parte.
  6. Prendete una teglia da 22 o 24 cm e alta 3 cm foderatela con carta da forno. Posare il primo disco di pasta, facendo attenzione che questo sia più largo di 1 cm rispetto al contenitore. Spennellare di olio e posare  il secondo disco che deve essere di uguale dimensione rispetto al primo. Bucherellare il fondo servendosi di una forchetta.
  7. Aggiungete il  composto di carciofi facendo attenzione a non superare i bordi dell’impasto, livellare e versare sopra il preparato di prescienseua  stendendolo  in maniera omogenea.  
  8. Con un  cucchiaio scavare delle “fossette”, collocare in ognuna l’uovo crudo intero. Aggiungere un pizzico di sale.  
  9. Ritagliare un disco di pasta della dimensione interna del tegame, posarla delicatamente sull’impasto, spennellare con l’olio e posarvi un secondo disco della stessa dimensione. Iniziate a “orlare” i bordi  unendo i quattro strati di pasta,  lasciare uno spazio tra i due strati superiori per inserie una cannuncia. Chiudere e soffiare con forza.  La pasta, cosi facendo, assumerà l’aspetto di una cupola. Infornare rapidamente (pena lo sgonfiamento della pasta).
  10. Cuocere in due tempi, prima a 180° gradi per 25 minuti e poi abbassare a 170° gradi per altri 25 minuti. Verso  fine cottura porre attenzione a che la superficie della torta non scurisca eccessivamente.

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La colomba di pasqua

UN DOLCE SIMBOLO DELLE FESTIVITA’ PASQUALI, LA COLOMBA.

In occasione delle festività di Pasqua noi di Immersioneincucina ci siamo adoperati nella preparazione casalinga della colomba. Dolce diffusosi massicciamente dopo che, negli anni 30 del 900′, la ricetta venne confezionata industrialmente.

Ma la preparazione di questo dolce tipico affonda le radici molto più indietro nel tempo. Ci sono varie leggende e frammenti di storia che la fanno risalire al popolo longobardo, la sua origine è datata tra 500 e 600 d.C nell’area geografica tra Milano, Pavia e Legnano.

La colomba, insieme al tradizionale uovo di cioccolata, è diventata vero è proprio simbolo di questa festività in tutta la penisola italiana tanto che difficilmente non si trova nelle tavole delle famiglie in questi giorni.

CHE INGREDIENTI USARE? (PER TRE COLOMBE MEDIE)

Impasto

  • 250 gr farina di grano tenero
  • 250 gr farina manitoba, possibilmente biologica.
  • 120 gr burro
  • 3 tuorli
  • 60 gr. zucchero a velo
  • 50 gr. zucchero semolato
  • 40gr. lievito birra (2 cubetti o 2 bustine)
  • 250 gr. uvetta oppure 125gr di questa e 125gr di canditi (arancia e cetro)
  • 20 gr. pinoli
  • 170 ml. circa tra latte e acqua
  • 20 gocce cioccolato
  • 1 cucchiaino contreau (fondo di bicchierino da grappa)
  • un cucchiaino acqua di fiori di arancio (fondo di bicchierino da grappa)
  • 1 bustina di vanillina
  • sale q.b.
la colomba di Pasqua di ImmersioneinCucina, l'impasto.
la colomba di Pasqua di ImmersioneinCucina, l’impasto.

Glassa

  • 2 albumi
  • 150 gr. zucchero a velo
  • 4 amaretti
  • 50 gr. farina di mandorle
  • 100 gr. mandorle
  • 100 gr. zucchero a granella
  • un cucchiaio farina  di grano tenero.

Atrezzatura da cucina

  • stampo medio a forma di colomba
  • planetaria con gancio K e (eventualmente) gancio a frusta
gancio K planetaria
gancio K planetaria

COME SI FA?

Questa ricetta richiede tempo, una buona dose di pazienza e dedizione. Ma non spaventatevi, se seguite con attezione ogni passaggio e con la giusta attrezzatura da cucina vedrete che anche nella vostra casa ci sarà una colomba fatta orgogliosamente con le vostre mani e che vi farà fare un figurone davanti ad amici e parenti in occasione dei festeggiamenti di Pasqua.

per la colomba

  1. Inserite nella planetaria il gancio K. Prendete dal totale della farina 300 grammi -150 di grano tenero e 150 di manitoba-, inserirla nella ciotola recipiente dell’impastatrice con l’aggiunta del lievito sbriciolato e 170 millimetri tra acqua e latte mescolati assieme. L’impasto risultante deve essere morbido. Lasciare lievitare per circa un ora.
  2. Mettete le gocce di cioccolato dentro un piattino in freezer.
  3. Sgonfiate l’impasto con le mani, rimetterlo nell’impastatrice, aggiungere i tuorli, lo zucchero a velo, i 200 grammi di farina avanzata, 40 grammi di burro, un pizzico di sale e la vanillina. Lavoratelo per ottenere un nuovo impasto che lascerete lievitare finché sarà raddoppiato di volume (un ora circa).
  4. Fare sgonfiare nuovamente l’impasto. Lavorarlo nella platetaria con l’aggiuta dei restanti ingredenti: i grammi burro amalgamati lo zucchero a velo, l’uvetta e i canditi, il contreau, l’acqua di fiori d’arancio e le gocce di cioccolato raffreddate. Lasciare lievitare ancora un’ora.
  5. Sgonfiate nuovamente l’impasto con le mani e dividetelo in tre filoni, sistematelo negli stampi precedentemente imburrati e infarinati e lasciarlo lievitare finché gli stessi non risulteranno pieni. Per questo procedimento ci vuole circa un’ora.
  6. Passare in forno a 180° per i primi 15 minuti e a 170° per altri 20 minuti circa. E’ molto importante stare ben attenti alla cottura della vostra colomba, non farla scurire troppo. Ci si può aiutare con uno stecchino per verificare la cottura, la colomba deve risultare asciutta quando quest’ultima è ultimata.
  7. Sfornare la colomba e adagiarla su un piano e lasciarla raffreddare completamente.
la colomba di Pasqua di ImmersioneinCucina da infornare
La colomba di Pasqua di ImmersioneinCucina da infornare

per la glassa

  1. Mescolare in una ciotola – o con l’aiuto della platetaria inserendo il gancio a frusta – gli albumi sbattuti, ma non montati con lo zucchero a velo, gli amaretti sbriciolati, la farina di mandorle e un cucchiaino di farina quindi rivestire con il composto la colomba, cospargere con lo zucchero in granella e le mandorle intere.
  2. Rimettete le vostre colombe decorate per circa 3-5 minuti in forno preriscaldato a 150°, in modo che la glassa si cuoca e si indurisca.

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I Quaresimali GENOVESI

Ci avviciniamo alla Pasqua ImmersioneinCucina, nell’ ambito delle ricette delle feste, vi propone i cenni storici e la ricetta dei dolci tipici in questo periodo: i quaresimali.

La Liguria condivide la tradizione dei biscottini quaresimali con alcune regioni italiane, per lo più Toscana, Puglia e Sicilia. Questi dolcetti secondo le regole della Quaresima -il periodo di 40 giorni che precede la Pasqua- possono essere consumati anche durante i giorni di magro, nei quali la Chiesa cattolica prescrive di astenersi dai grassi animali.

I DOLCETTI QUARESIMALI, UNA TRADIZIONE SECOLARE

A Genova i biscottini quaresimali, secondo leggenda, furono preparati per la prima volta verso la metà del ‘500 dalle suore Agostiniane del convento di San Tommaso (oggi distrutto). L’idea fu di creare questi dolcetti a base di pasta di mandorle e senza aggiunta di alcun grasso animale nella ricetta così da rispettre le regole della quaresima senza dover rinunciare alle giottonerie.

La pasta di mandorle è conosciuta e apprezzata da secoli a Genova, che come  Repubblica marinara  veniva a contatto con altre tradizioni gastronomiche, dalle quali, in particolare dalla tradizione arabo persiana, derivò anche l’uso delle mandorle  pelate e zuccherate.  

Ci sono tre varianti di quaresimali genovesi diverse per forma, composizione e tipologia di lavorazione della pasta di mandorle: i classici Marzapani -biscottini riempini di fondente allo zucchero- , i Canestrellini o Canestrelletti -simili a piccole ciabellette senza ripeno- e infine i Mostraccioli – biscottini tagliati a losanga farciti con marmellata di fichi o limoni-.

In particolare i primi si possono ancora trovare in commercio, in periodo di Quaresima e confezionati secondo l’antica tradizione, in alcune rinomate pasticcerie del centro storico genovese come la Pasticceria Profumo e dalla  Antica Confetteria Romanengo.

LA NOSTRA RICETTA PER PREPARARE I QUARESIMALI IN CASA

ImmersioneinCucina vi propone la ricetta dei quaresimali Canestrellini o Canestrelletti, più facili da riprodurre in casa. Questi dolcetti secondo tradizione sono confezionati a forma di piccole ciambelle con glassa e decorazione con minuscoli confettini di zucchero di svariati colori. Si preparano impastando semplicemente la pasta di mandorle dolci e amare, zucchero, acqua e albume d’uovo. Sono privi di latte, di burro e del rosso d’uovo.

E’ un ricetta facile, gluten-free, che va bene anche per le persone intolleranti ai latticini e vegetariana.

quaresimali genovesi, mortaio con la pasta di mandorle.
quaresimali genovesi, mortaio con la pasta di mandorle.

CHE INGREDIENTI USARE? (PER CIRCA 20 QUARESIMALI)

per l’impasto 

  • 200 grammi di mandorle
  • 20 grammi di mandorle amare
  • 100 grammi di zucchero 
  • un’albume di uovo.
  • 1 cucchiaio di acqua di fiori di arancio
  • amido di mais q.b

per lo sciroppo

  • 50 grammi di zucchero
  • 20 ml d’acqua
  • 1 cucchiaio di acqua di fiori di arancio

decorazione

  • codette di zucchero colorate e granella di zucchero

attrezzatura da cucina

  • mortaio o tritatutto
  • spianatoia e tagliapasta
quaresimali genovesi, fase di decorazione
quaresimali genovesi, fase di decorazione

COME SI FA?

  1. Se le vostre mandorle non sono sgusciate anzitutto pelarle, altrimenti immergerle qualche secondo in acqua bollente.
  2. Servendovi di un tritattutto -o meglio ancora con il mortaio- inserite lo zucchero, aggiungete piano piano parte dell’albume (o tutto) e l’acqua di fiori d’arancio. Tritate o pestate il tutto, deve risultare un impasto fine. L’albume serve per far legare l’impasto, se si nota che quest’ultimo fatica a risultare omogeneo usarlo per intero.
  3. Una volta pronto l’impasto stenderlo su una spianatoia leggermente infarinata con l’amido di mais. Creare dei cilindri, con la pasta come quando si preparano gli gnocchi. di circa 6-7 cm di lunghezza e di 7-8 mm di spessore. Ricavate tante ciambelline unendo le estremità. Se l’impasto dovesse risultare eccessivamente umido lavoratelo con maggior amido di mais.
  4. Disponete le ciambelline ricavate su un teglia da forno, ricoperta con della carta da forno e fatele cuocere in forno già caldo 160° per circa 10-13 minuti. Queste devono risultare morbide all’uscita dal forno, farle riposare circa 5 minuti all’esterno affinché si asciughino prima di passare alla fase di decorazione.
  5. Nel mentre preparate lo sciroppo,  servendovi di un pentolino e versando 50 grammi di zucchero, 20 ml d’acqua e il cucchiaio di acqua di fiori di arancio. La consistenza di questo deve risultare tra il fluido e il denso, come uno sciroppo della tosse. 
  6. Spennellare con un pennello i vostri quaresimali e come ultimo passaggio cospargerli alternativamente di codette colorate di zucchero e la granella di zucchero.

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