Ravioli di zucca in letto di burro con amaretti e parmigiano

Dopo la ricetta cilena delle sopaipillas oggi vi proponiamo una preparazione della cucina italiana in grado di unire la tradizione della pasta fresca casalinga con la stagionalità della zucca per un piatto goloso e alla portata di tutti: i ravioli di zucca in letto di burro con amaretti e parmigiano.

La zucca è la verdura autunnale che noi di ImmersioneinCucina preferiamo, grande simbolo della biodiversità e protagonista di mille usi in cucina.

I RAVIOLI, LA PRIMA PASTA FRESCA DELLA STORIA ITALIANA. 

La ricetta dei ravioli ripieni di zucca ha origini antiche. Nasce nel lontano Rinascimento italiano -nella zona tra Mantova e Cremona- quando i coloni spagnoli dalle Americhe iniziarono a portare le piante dal Nuovo Mondo.  Velocemente diventa un piatto delle feste come ci testimonia il libro De Arte Coquinaria del 1465 di Mastro Martino .

Il raviolo è l’unica pasta fresca ripiena di cui si abbia notizia già dal XII-XII secolo d.C. La sua storia, tutta italiana, ha conosciuto nei secoli varie preparazioni. E’ un tipo di pasta molto duttile e che si presta ad un infinità di ripieni e sughi o salse. 

Una delle leggende che si tramandano sui ravioli – ed quella che ci affascina di più-  racconta che l’idea del raviolo nacque a Gavi Ligure, quando questo paese-roccaforte apparteneva alla Repubblica di Genova, ad opera di un cuoco che portava il nome omonomo. E in effetti proprio in quel tempo i commercianti genovesi iniziano a diffondere la così detta pasta di Genova nei territori circostanti alla Liguria.

Nei secoli passati la pasta fresca non era una preparazione riservata alle elitè, come si potrebbe facilmente pensare, riprodotta invece anche nelle famiglie più povere nei giorni di festa e nelle occasioni particolari. Ed è anche proprio per questo che i ravioli -solo ultimamente riprodotti industrialmente- percorrono tutta la penisola italiana.

Basti pensare alle numerose denominazioni che ritroviamo nelle regioni italiane, da nord a sud, e che si rifanno alla stessa tipologia di prodotto: in Piemonte agnolotti, agnolino nella zona di Piacenza e Parma, marubino a Cremona, tortello in Emilia e Lombardia, pansoti o pansotti in Liguria, capellaccio nel ferrarese, tordello o turdelo in Toscana e così via dicendo fino ad arrivare in Sicilia.

Ma veniamo alla nostra ricetta

Ravioli di zucca in letto di burro con amaretti e parmigiano di ImmersioneinCucina, chef Francisca mentre stende la pasta -fase 5 della ricetta-
Ravioli di zucca in letto di burro con amaretti e parmigiano di ImmersioneinCucina, chef Francisca mentre stende la pasta -fase 5 della ricetta-

RAVIOLI DI ZUCCA, CHE INGREDIENTI USARE? (per 4 persone,10 ravioli a testa)

Per la pasta fresca

I ravioli si possono formare di distinte misure e forme, tondi come abbiamo fatto noi o a forma quadrata, piccoli, medi o grandi. Dipende dalla vostra fantasia e dal coppa pasta o altri strumenti che avete in casa.

  • 400 grammi di farina
  • 2 uova intere
  • 2 tuorli
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • Sale q.b

Per il ripieno

  • 350 grammi di zucca 
  • 6 amaretti secchi
  • Sale, pepe e parmigiano q.b

Condimento

il condimento dei ravioli va molto a gusto personale. Noi consigliamo almeno 50 gr. di burro per creare un buon letto cremoso per accogliere la pasta. Il parmigiano va dosato a seconda della stagionatura del pezzo di uso, ricortatevi che più è invecchiato più ha un sapore pungente e salato e conseguentemente l’uso degli amaretti va ad equilibrare il piatto dando il gusto dolce.

  • Burro q.b.
  • Parmigiano q.b
  • Amaretti morbidi q.b.

Attrezzatura da cucina

  • mattarello e spianatoia
  • coppa pasta o taglia pasta
  • tritatutto
  • passapatate o schiaccia verdure.
Ravioli di zucca in letto di burro con amaretti e parmigiano di ImmersioneinCucina, preparazione della pasta fresca -fase 6 della ricetta-
Ravioli di zucca in letto di burro con amaretti e parmigiano di ImmersioneinCucina, preparazione della pasta fresca -fase 6 della ricetta-

RAVIOLI DI ZUCCA, COME SI FA?

Per preparare questa ricetta noi abbiamo usato un mix di grani antichi, è consigliabile usare una zucca mantovana dalla polpa più asciutta o comunque una tipologia dalla polpa farinosa, utilizzare parmigiano reggiano non troppo giovane e un burro di alta qualità.

  1. Pulite e tagliate la zucca a pezzettoni.
  2. Cuocete la zucca avvolta nella stagnola per 20/30 minuti a 200° gradi. In questo modo essa perde meno acqua e rimane piú compatta.
  3. Una volta cotta, scaccate la buccia dall’ortaggio e passatela nel passa patate.
  4. Calcolate 1/3 di amaretti dal totale di uso e conservateli per condire i ravioli a piatto pronto. Il resto tritateli, aggiungete il preparato di zucca, mescolate e procetete a condite il composto con parmigiano, pepe, e sale fino ad ottenere il giusto equilibrio tra dolce e salato.
  5. Predisponete la classica forma a fontana di farina per preparare la pasta fresca, aggiungete all’interno due uova intere e due tuorli , mescolate e poi piano piano aggiungere il vino bianco e il sale. Impastate per qualche minuto finchè non risulti un impasto liscio. Copritelo con la pellicola alimentare e lasciatelo riposare per almeno 30 minuti in frigo.
  6. Tirate la pasta finché non vi risulti sottile, dopo di chè procedete con un coppa pasta o taglia pasta o al massimo con un bicchiere per ricavare tanti cerchi medi.  A questo punto disporre al centro piccole quantità di ripieno di zucca sulla metà dei ritagli di pasta precedentemente ricavati e copriteli con gli altri.
  7. Cuocere la pasta in acqua bollente salata e oliata per pochi minuti.
  8. Saltate in padella amplia la pasta nel burro e condire nel piatto con una generosa manciata di parmigiano e sbriciolate un numero (non eccessivo) di amaretti a vostro piacimento .
Ravioli di zucca in letto di burro con amaretti e parmigiano di ImmersioneinCucina, piatto pronto e servito.
Ravioli di zucca in letto di burro con amaretti e parmigiano di ImmersioneinCucina, piatto pronto e servito.

Consigli di cucina

Al momento di formare i vostri ravioli è essenziale chiudere con le dita bene i bordi dei vostri ravioli alla perfezione affinché non si disperda il contenuto durante la cottura. Alternativamente potete anche stendere la pasta per interno, tagliarne due filoni con i taglia pasta, riempire una parte e coprirla con l’altra metà.

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LAS SOPAIPILLAS

Oggi ImmersioneinCucina vi propone un’altra ricetta della cultura gastronomica dei paesi hispano-americanilas sopaipillas. 
Per questa ricetta, abbiamo preso ispirazione direttamente dal ricettario della abuela di Francisca, che da buona cilena aveva questa tradizione nel sangue. Las sopaipillas nelle case cilene sono una preparazione a base di zucca, una frittella piatta e circolare.

Nei ricordi di Francisca il freddo e le giornate piovose sono sinonimo di sopaipillas, che in Cile si trovano in vendita nei tipici carritos lungo la strada fritte o al forno, salate o dolci. Spesso accompagnati con zucchero, la chancaca – salsa locale aromatizzata con cannella e bucce d’aranci – ma anche con manjar (mou) o con salsa di avocado.

PILLOLE DI STORIA

Questo pane fritto – diventato oggi giorno uno dei più diffusi street food latinoamericani – in origine veniva preparato dagli indigeni araucani del Cile per onorare un uccello della regione del sud del Paese, si ritrova anche in Andalusia ai tempi dell’occupazione araba (XV sec). Le due tradizioni si unirono poi con la conquista dell’America e con il tempo la ricetta si diffuse nei vari Paesi del continente facendo nascere le varianti.
In particolare questo preparato, oltre che in Cile e nel sud della Spagna, si riproduce anche in Argentina, in Uruguay, Paraguay e in Perù e negli Stati Uniti in Texas e in New Mexico.

las sopaipillas di ImmersioneinCucina, dalla tradizione gastronomica latinoamericana.

LAS SOPAIPILLAS CHE INGREDIENTI USARE?
(per circa 12 sopaipillas)

  • 440 gr. zucca netti, già pulita
  • 30 gr. burro
  • 200 gr.
  • sale q.b.
  • olio di semi per friggere q.b.

Attrezzatura da cucina

  • passapatate
  • almeno un coppa-pasta
las sopaipillas di ImmersioneinCucina, passaggio n.2.
las sopaipillas di ImmersioneinCucina, passaggio n.2.

LAS SOPAIPILLAS, COME SI FA?

  1. Coprite con l’acqua la zucca e cucinatela per circa 20-30 minuti. E’ cotta quando risulta morbida.
  2. Una volta cotta la zucca intrudurla nel passapatate. Versate il purè ricavato in una ciotola e aggiungere a poco a poco la farina. Bisogna aggiungere quest’ultima finché la zucca non l’assorbe, tutto dipende da quanta acqua contiene l’ortaggio. Questa è la base del impasto con cui andrete a formare la vostre sopaipillas.
  3. Sciogliere il burro in un pentolino e aggiungetelo al lavorato precentente insieme al sale. Continuare ad impastare finché non risulti un preparato morbido.
  4. Stenderte l’impasto, che non deve essere troppo sottile, e con un coppapasta ricavate dei dischi di pasta di circa 1/2 cm . Con una forchetta bucherellarli.
  5. Friggere i vostri dischetti di pasta pochi minuti per lato a 180 C°. Devono risultare ben dorati.

Potete degustare le sopaipillas semplicemente con del sale o dello zucchero oppure accompagnarle con altri cibi a seconda del vostro gusto a mo di pane.

las sopaipillas di ImmersioneinCucina, piatto pronto.
las sopaipillas di ImmersioneinCucina, piatto pronto.

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risotto fichi e salame

RISOTTO FICHI E SALAME

E’ arrivato l’autunno, tempo di coccolarsi con piatti caldi. Questa stagione oltre ad essere la regina di zucche, castagne e funghi fornisce ancora, per il mese di Ottobre, gli ultimi fichi. Con il quale ImmersioneinCucina vi propone una ghiotta ricetta: il risotto con fichi e salame.

I FICHI, UN DONO GRADITO.

Giorni fa siamo andati a trovare un conoscente sulle alture genovesi che ci ha fatto un dono magnifico, una cesto di fichi del suo orto.

ImmersioneinCucina ha deciso di onorare questa materia prima preziosa preparando un risotto secondo secondo un classico accostamento popolare della gastronomia italiana: fichi e salame.

Per questa ricetta abbiamo usato due varietà di fichi, il verde Dottato – dal sapore mielato- e il nero Brogiotto -molto aromatico- in più un salame locale che prende il nome dal luogo di produzione, Sant’ Olcese che è un paese nell’entroterra della provincia di Genova.

I fichi sono un gioiello di biodiversità, nel nostro Paese crescono dovunque, in particolare in Puglia e in Abruzzo. Ci sono molte varietà: il nero con il cuore rosso, il verde con polpa rosata, il blu violaceo con interno rosso vivo, il verde con polpa gialla e via così. E’ affascinante e gustoso cercarli e assaggiali tutti!

IL FICO, SIMBOLO ALIMENTARE DELLE CIVILTA’ MEDITERRANEE

Questa inflorescenza – ebbene sì non è un frutto come molti pensano- cresce tra Agosto e Ottobre ed è un prodotto noto fin dall’antichità tipicamente mediterraneo. 

Il fico era considerato afrodisiaco già dagli antichi greci e la pianta era venerata come sacra poiché reputa simbolo di fertilità anche dagli antichi romani.  In passato era di buon auspicio per le coppie, in particolare quelle poco fertili,  staccare le foglie dall’albero di fico e metterle sotto il cuscino.  

Risotto fichi e salame di ImmersioneinCucina, ingredienti.
Risotto fichi e salame di ImmersioneinCucina, ingredienti.

RISOTTO FICHI E SALAME, CHE INGREDIENTI USARE?
(preparazione per 4 persone)

  • 360 gr. riso carnaroli
  • 150 gr. salame di Sant’Olcese o di carne grassa.
  • 20 fichi
  • 1 cipolla tropea (facoltativa)
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 60 gr. burro
  • brodo vegetale q.b.
  • sale q.b.

RISOTTO FICHI E SALAME, COME SI FA?

Il segreto di un buon risotto è la constante “irrigazione” di liquido durante la cottura altrimenti il riso si brucia e si attacca alla padella. Per la buona riuscita del risotto è anche importante usare il recipiente di cottura adatto , noi consigliamo una pentola ariosa e bassa in modo che riusciate a gestire il risotto in tutti i suoi passaggi.

  1. Tenete i quattro fichi più belli esteticamente, uno per piatto, da parte. Vi serviranno per la decorazione del piatto pronto. 
  2. Tagliate una parte di fichi a tocchetti e gli altri solo in quattro. Tritare la cipolla e procedete a fare una dadolata anche con il salame.
  3. Fate sciogliere il burro in una pentola con la cipolla, aggiungere il salame e dopo 1-2 minuti unire il riso. Quando questo ultimo sarà diventato lucido aggiungere il vino e farlo sfumare a fuoco alto.
  4. Una volta abbassato nuovamente il fuoco unire i fichi precedentemente tagliati a dadini e fare cuocere “all’onda” – ovvero in costante irrigazione – . A metà cottura unire l’altra parte dei fichi.
  5. Quando il risotto sarà cotto lasciatelo riposare per circa 5 minuti a fiamma spenta con una noce di burro.

Mescolare e servire con il fico aperto a fiore che avevate messo precedentemente da parte al centro del piatto a mo di coreografia. Per far questo dovete lasciare il fico con il picciolo originario, altrimenti le parti del frutto si dividono.

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Pastel de choclo

Immersioneincucina , in occasione della festa patria cilena, pronone la preparazione del pastel de choclo, un pasticcio a base di mais. 

Chi segue il nostro food blog sa bene che Francisca è originaria di questo Paese e quando si avvicina il 18 Settembre -giorno in cui si celebra il processo di indipendenza del Cile dalla Spagna- in casa Turatti-Mendez è usanza preparare un piatto della tradizione cilena.

Il pastel de choclo, come spesso succede con altri piatti della gastronomia latino-americana, è patrimonio culinario continentale e la consuetudine di prepararlo è diffusa in altri Paesi vicini.

IL LIBRO DI RICETTE DELLA NONNA CILENA

La versione di questo pastel de choclo è frutto di una ricetta originale proveniente dal prezioso libro di cucina della nonna cilena, cimelio di famiglia tramantato da madre a figlia fino ad arrivare nelle mani di Francisca.

il pastel de choclo di ImmersioneinCucina frutto della ricettario della nonna di Francisca.
il pastel de choclo di ImmersioneinCucina frutto della ricettario della nonna di Francisca.

Immersioneincucina ha utilizzato la stessa preparazione ma ingredienti locali quali le pannocchie di mais provenienti dalla Lombardia, il basilico di Genova piuttosto che le olive nere della Puglia.  

Il pastel de choclo si può preparare sia in versione dolce con l’aggiunta di uvetta, zucchero e paprika o in versione salata – come è proposta in questo post – utilizzando il sale, pepe e merken.

Il merken -presidio Slow Food-, è una miscela di spezie a base di una varietà di peperoncino locale, l’aji . In assenza di questo ingrediente -difficile da trovare fuori dal territorio cileno- potete tranquillamente sostituilo con la polvere di peperoncino.  

PASTEL DE CHOCLO, CHE INGREDIENTI USARE?

Ripieno

  • 300 gr. carne manzo
  • 1 cipolla bionda
  • 1 cucchiaino di farina
  • 1 cucchiaino di cumino
  • 1 cucchiaino di merken o peperoncino in polvere
  • 1/2 tazza d’acqua
  • 8-10 olive nere
  • 3 uova sode
  • Sale, pepe q.b
  • Olio extravergine oliva q.b.

Noi abbiamo usato il taglio di carne denominato capello da prete, il petto del manzo, che si presta molto bene per le preparazioni in umido e bollite ma va bene anche il fiocco di punta, che è il proseguimento del petto. Comunque si siete incerti al momento dell’acquisto è sempre meglio farvi consigliere dal vostro macellaio di fiducia spiegandoli cosa dovete cucinare.

Copertura

  • 6 pannocchie mais medie
  • 3 uova
  • 60 gr burro
  • 1/4 litro di latte fresco
  • 4/6 foglie di basilico
  • Sale e pepe q.b

Attrezzatura da cucina

  • tritacarne o tritatutto.

PASTEL DE CHOCLO, COME SI FA?

per il ripieno

  1. Tagliate la cipolla finemente e la carne a cubetti.
  2.  Fate soffriggere in un tegame l’olio con il peperoncino, aggiungere la cipolla e la carne. Rosolarte il tutto.
  3.  Aggiungete al preparato la farina, mescolare,  poi l’acqua e infine gli altri condimenti. Far cuocere per circa 10/15 minuti a fuoco basso, spegnere e far raffreddare.
Pastel de choclo di ImmersioneinCucina, sgranatura delle pannocchie.
Pastel de choclo di ImmersioneinCucina, sgranatura delle pannocchie.

per la copertura

  1. Lavare e sgranare il mais, triturare i chicchi nel tritarne o tritatutto.
  2. Fate cuocere per circa 20 minuti il mais insieme al latte e sale. Sarà pronto quando il composto si addensaE’ importante mescolare spesso. 
  3. Se si sceglie di preparare il pastel de choclo in versione salata non si aggiunge zucchero ma il pepe. Alla fine aggiungere il basilico lavato.
  4. Dividere i banchi dai rossi delle uova, montarli e aggiungergli al vostro composto di mais. Lasciate intiepidire.

Una volta preparato ripieno e copertura procedete a formare il vostro pasticcio di mais.

  1. Imburrate una pirofila, incominciate all’interno della stessa a comporre gli strati del vostro pastel de choclo:  la base di carne, un pezzo di uovo sodo, le olive nere e ricoprite il tutto con il composto di mais.  
  2. Fate cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 40/45 minuti. Servire tiepido
Pastel de choclo pronto e servito con accanto il suo pebre.
Pastel de choclo pronto e servito con accanto il suo pebre.

IL TOCCO FINALE, IL PEBRE.

A questa ricetta ImmersioneinCucina ha anche aggiunto la preparazione di una tradizionale salsa locale del Paese latinoamericano originario di Franciscail pebre- . A base di pomodoro, peperoncino e coriandolo in versione italianizzata negli ingredienti con la varietà di pomodori San Marzano e aglio di Vessalico.

Questa semplice salsina andrà a dare un maggior gusto al vostro pastel de choclo, dando colore e un bel contrasto creato dal dolce del mais e il piccantino della salsa a base di aglio e peperioncino.

il pastel de choclo di ImmersioneinCucina, gli ingredienti base del pebre.
il pastel de choclo di ImmersioneinCucina, gli ingredienti base del pebre.

Ingredienti

  • 3 pomodori tipo San Marzano o simili
  • 2 spicchi aglio 
  • 1 peperoncino
  • 1 ciuffo coriandolo.
  1. Tagliate tutte le verdure in modo molto piccolo.
  2. Condite con sale, olio extra vergine e un goccio di limone. 

CIOTOLE DI POMAIRE

Per il servire il nostro pastel de choclo noi abbiamo usato le ciotole artigianali provenienti dal paesino di Pomaire, vicino alla capitale Santiago, dal quale prendono il nome. Sono realizzate in argilla naturale e reggono molto bene il calore.

Le abbiamo comprate sul posto da artigiani del luogo ma se non avete la fortuna di essere o di andare in Cile e siete interessati ad acquistarle potete comprarle facilmente anche su Amazon o potete sostituirle con contenitori dalle stesse caratteristiche.

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il Gazpacho di casa Turatti-Mendez

Immersioneincucina saluta la stagione estiva proponendovi la propria variante del gazpacho andaluso. Questa ricetta fa parte del bagaglio gastronomico acquisito durante la permanenza spagnola di Igor e Francisca in Andalusia.

IL GAZPACHO ANDALUSO, RICORDI DALL’ ERASMUS.

Nella loro permanenza in Spagna gli ideatori di questo food blog hanno avuto modo di assaporare la cucina andalusa che è una delle migliori del Paese iberico e che ha influito molto sulla gastronomia nazionale.

Oggi il gazpacho è conosciuto a livello internazionale e si dice che la ricetta fosse conosciuta già in epoca romana, altri fanno discendere la pietanza dagli arabi che la avrebbero importata in Europa con la conquista della penisola iberica.  Fatto sta che preparazione ha come base ingredienti che rientrano nella dieta mediterranea: pomodori, peperoni e cetrioli.

Oltre al gazpacho andaluso esistono varianti diverse all’interno della stessa Spagna, anche andando non troppo lontano rispetto alla ricetta originaria – a Mallorca- si può trovare un gazpacho misto di verdura e frutta.

GAZPACHO, CHE INGREDIENTI USARE?

per il gazpacho

  • 1 kg di pomodori perini
  • 2 cetrioli 
  • 1/2 peperone giallo 1/2 peperone rosso 1/2 peperone verde
  • 2 cipollotti bianchi e/o di tropea
  • 1 scalogno (facoltativo)
  • 2 ravanelli/rapanelli (facoltativo)
  • 1 costa di sedano o cuore dello stesso
  • 50gr. molica di pane
  • 1 cucchiaio di aceto, meglio se balsamico
  • 1 cucchiaio di olio di oliva extravergine
  • 1/2 di acqua ghiacciata 
  • sale e pepe Q.B.

Se volete un gazpacho più corposo aggiungete una mela, l’aggiunta di quest’ ingrediente funge da addensante naturale.

Un classico della gastronomia spagnola, più precisamente dalle origini andaluse, il gazpacho.
il gazpacho di ImmersioneinCucina

per la guarnizione

preparate una datolata vegetale per guarnire il vostro gazpacho con gli ortaggi con cui avete preparato il piatto. In alternativa o aggiunta potete preparare dei piccoli crostini di pane o piccole polpettine di verdure al sesamo. Ancor più ghiotto in versione carnivora con il foie gras. Oppure ancora preparare dei cubetti di mozzarella meglio se di bufala. Sta alla vostra fantasia e gusto.

Attrezzatura da cucina

  • mixer o frullatore

GAZPACHO, COME SI FA?

  1. Sbucciate e tagliate tutta la verdura a pezzettoni. Per evitare l’accesso di acqua del pomodoro bisogna avere anche l’accortezza di lasciarli a scolare. La mela, se aggiunta, va tagliata per ultima affinché questa non diventi nera nel frattempo.
  2. Inserite nel frullatore o mixer da cucina prima i pomodori con i cetrioli poi unire sedano (mela, eventualmente) e rapanelli,  e in un terzo passaggio quel che resta della verdura.
  3. Aggiungere la mollica di pane spezzettata, sale, pepe e acqua fredda e frullate il tutto fino a che non rimarrà un composto omogeneo e denso.
  4. Mettete in un contenitore capiente regolando di sale, pepe e acqua se è il caso, aggiungere un cucchiaio d’olio EVO a freddo. Mescolare e mettere in frigo per 5-6 ore.

Bibita o zuppa fredda? Servite a vostro piacimento il gazpacho preparato a seconda dell’occasione con accanto la dadolata di verdure o l’accompagnamento scelto affinchè ogni commensale possa unirlo liberamente alla propria portata.

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Tortino di acciughe scomposto

Immersioneincucina vi propone uno dei piatti più ghiotti nella stagione estiva della tradizione gastronomica ligure : il tortino di acciughe in versione scomposta ovvero senza uovo, più leggero ma ugalmente molto gustoso.

L’ACCIUGA, UN ALIMENTO RICCO DI GUSTO E DI PROPRIETA’ BENEFICHE.

La stagione ittica mediterranea con l’arrivo dell’estate porta sulle nostre tavole molte specie di pesce azzurro.

In particolare in Liguria famose sono le acciughe delle acque di Monterosso, uno dei borghi delle Cinque Terre, che si distinguono per la loro piccola dimensione e la consistenza tenera della loro carne. Questa specie di pesce azzurro è molto diffusa nel Mediterraneo e in Italia. 

Nel periodo che va da Marzo a Settembre la si trova abbondantemente, oltre che nel mar Ligure, nel mar Adriatico e nel canale di Sicilia con nomi diversi -come spesso accade nel nostro Paese- e dai colori e misure leggermente differenti.  Infatti le acciughe sono conosciute nel Sud Italia comealicie hanno, alla vista, le caratteristiche striature dorate mentre lesarde o sardine hanno un colore più sul rossiccio. 

Tutte però appartengono alla stessa famiglia, nonostante questo sia considerato dai più nell’immaginario popolare un pesce povero, complice il prezzo abbordabile che rende accessibile a tutti la sua consumazione. 

Questo però non lo rende un pesce di qualità inferiore rispetto ad altri più costosi, infatti le acciughe sono ricche di proprietà nutrizionali per il nostro organismo al pari di molti altri pesci azzurri. Una grande fonte di calcio, considerevoli apporti di vitamina D e la sua capacità di ridurre il colesterolo cattivo  nel nostro organismo le rendono un’ alimento imprescindibile per una dieta sana ed equilibrata.

acciughe di Monterosso fresche
ImmersioneinCucina, acciughe di Monterosso fresche

TORTINO DI ACCIUGHE, CHE INGREDIENTI USARE? (per una teglia) 

  • 500 gr. acciughe 
  • 1 kg patate
  • 100 gr. pinoli
  • 200 gr. pane raffermo
  • 1 mazzo prezzemolo
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extravergine di oliva q.b.

Consigli, la pulizia del pesce

Se non avete le acciughe già diliscate dal vostro pescivendolo, togliete la testa con le dita all’altezza delle branchie e tirare delicatamente in modo da rimuovere anche le interiora in un solo gesto. Aprile a libro e togliere la lisca centrale facendo attenzione a lasciare la coda intatta.

Sciacquate le vostre acciughe sotto acqua corrente e lasciatele su un tagliere inclinato per far colare l’acqua in eccesso o asciugatele con carta assorbente.

TORTINO DI ACCIUGHE, COME SI FA?

  1. Lavate e pelate le patate, tagliatele in modo sottile e fatele lessare per pochi minuti. Scolatele e lasciatele raffreddare. Devono risultare al dente poiché finiranno la propria cottura in forno.
  2. Con il prezzemolo, precedentemente lavato, gli spicchi di aglio, i pinoli e il pane tagliato in modo grossolano preparate un trito servendovi di un mixer da cucina. Il preparato non deve risultare troppo fine in modo da dare al piatto una consistenza croccante.  
  3. Ungete con l’olio un tegame e iniziate a formare sullo stesso il vostro tortino per strati. L’ordine degli ingredienti è il seguente: le patate alla base, le acciughe in mezzo e infine il trito di pane. Continuate finché non finite gli ingredienti. Bagnate con dell’ olio l’ultimo strato prima di cuocere in forno preriscaldato a 180°.
  4.  Fate cuocere il tortino per circa 30 minuti e lasciate intiepidire il preparato prima di consumare il piatto.

Ora non vi resta che degustate il vostro tortino con l’aggiunta di condimento di olio extravergine leggero (poco fruttato) per esaltare il gusto del pesce e con un calice di vino bianco o rosato che non sia troppo robusto. 

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